Non ci sono i soldi per recuperare i 200 volumi donati dall'economista PESCARA. «Ho regalato i miei libri all'Università... non ho ricevuto neppure riscontro che siano arrivati». Sono passati 26 anni da quell'intervista del 1985 e Pescara continua a ignorare il suo Federico Caffè, l'insigne economista scomparso misteriosamente nel 1987. Con la stessa indifferenza percepita allora dal professore che formò intere generazioni di economisti italiani, a cominciare dall'attuale governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, il consiglio comunale ha detto no al recupero di quel patrimonio che dal 1992, quando fu danneggiato dagli allagamenti che colpirono Pescara, è chiuso negli armadi della facoltà di Economia di viale Pindaro. Circa duecento pubblicazioni tra i libri scritti da Caffè e la ricchissima collezione dei classici del Novecento e di metà'800, importanti strumenti di studio raccolti negli anni dal divulgatore e storico di economia originario di Pescara Colli. Un no (11 contrari, 9 favorevoli) arrivato neanche a farlo apposta alla vigilia dell'anniversario di nascita di Ennio Flaiano (5 marzo 1910), altro grande pescarese delle cui opere la sua città non ha traccia. A far riaffiorare l'irriconoscenza di una Pescara troppo spesso indifferente al suo patrimonio artistico e culturale, è stata la mozione presentata venerdì dai consiglieri del Pd Antonio Blasioli e Paola Marchegiani. I due ex amministratori nel loro documento chiedevano a sindaco e giunta di impegnarsi su tre fronti per ricordare la figura «di un uomo illustre della nostra Pescara». E cioè: recuperare in collaborazione con l'università D'Annunzio i libri donati da Caffè; avviare seminari di studio a lui dedicati nelle scuole e istituire una giornata all'anno che nel nome di Caffè richiamasse in città i più grandi economisti. Come avviene alla Sapienza di Roma, dove Caffé insegnò, con la lezione annuale tenuta dai suoi ex allievi più illustri. E invece no. «Invece», tuonano Blasioli e Marchegiani, «il centrodestra non ha perso occasione di fare politica anche sulla figura di Caffè». Perché, secondo la ricostruzione dei due consiglieri, mentre l'assessore alla cultura Elena Seller ha accolto con entusiasmo la mozione, chiedendo e ottenendo solo l'inserimento di un emendamento («previa valutazione dei costi e delle tecniche da utilizzare») riguardo al recupero dei libri danneggiati dall'acqua, «il consigliere Augusto Di Luzio ha affermato a nome del Pdl che quella mozione non sarebbe stata votata perché il Comune non avrebbe potuto aiutare economicamente l'università a quel recupero». «È evidente», sottolineano Blasioli e Marchegiani, «che Di Luzio voleva mettere in difficoltà il suo assessore, che a questo punto dovrebbe dimettersi. Tenendo conto che la mozione è solo un atto d'impegno della giunta, non è una delibera che stabilisce cifre e costi». E mentre il gruppo Pd, determinato a coinvolgere comunque l'università, si propone di sensibilizzare al riguardo anche il vice presidente della Banca d'Italia Pierluigi Coccia, ex alunno di Caffè atteso a Pescara il 16 marzo, la vicenda è solo l'ennesimo capitolo di una storia che si ripete. Ne sa qualcosa lo scrittore Giacomo D'Angelo: «Per salvare i libri di Caffè, abbiamo fatto tante iniziative sia subito dopo il danneggiamento del'92, con l'associazione 12 dicembre, sia con gli incontri che organizzammo anche con la federazione bancari della Cgil, invitando Ermanno Rea, autore del libro "L'ultima lezione" su Caffè. Ma i suoi volumi sono ancora là», conclude D'Angelo, «mentre è pazzesco che l'amministrazione paghi 90 mila euro affinché Giordano Bruno Guerri si occupi dell'immagine della città». 6 marzo 2011
Il Comune non salva i libri di Caffè
Il Comune di Pescara ha respinto la mozione del Pd per recuperare i 200 volumi di libri donati dall'economista Federico Caffè, scomparso nel 1987. La mozione, presentata dai consiglieri Antonio Blasioli e Paola Marchegiani, chiedeva il recupero dei libri danneggiati dall'acqua nel 1992 e l'avvio di seminari di studio a Caffè dedicati nelle scuole. Il sindaco e la giunta hanno rifiutato di impegnarsi su questi fronti, mentre hanno accettato l'inserimento di un emendamento riguardo al recupero dei libri.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo