Sta cedendo l'abside. Corsa contro il tempo per il restauro della Domus Aurea: si conta di finire entro l'anno ROMA - Una nuova preoccupazione nell'area della Domus Aurea, la Cisterna delle Sette Sale a Colle Oppio. Sta cedendo l'abside. E intanto continua la corsa contro il tempo per restaurare la Domus aurea, dove spiega l'ingegnere Luciano Marchetti che sovrintende al restauro del celebre monumento - «la situazione nonostante tutto rimane a grande rischio». LESIONI NELL'ASBSIDE - Ma intanto è allarme per la vicina Cisterna delle Sette sale, la struttura che riforniva d'acqua le Terme di Traiano: presenta un cedimento nella parte absidale. Il movimento è stato rilevato dal monitoraggio radar satellitare e confermato da una serie di lesioni nell'abside. In sostanza si muove anche il terrapieno esterno su cui poggia questa parte della Cisterna, una delle più suggestive e affascinanti strutture idriche dell'antica Roma con i suoi sette lunghi corridoi e i suoi giochi di luce. A dare notizia del nuovo problema archeologico è stato il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro. La criticità è emersa dai dati rilevati dal monitoraggio radar satellitare dell'area archeologica del Colle Oppio. Questi rilevamenti fanno parte dalle campagne di studio del Dipartimento di scienze della terra delluniversità di Firenze e del centro di competenza del dipartimento della protezione civile. POZZOLANA E CALCE - Giro premette: «Tutta l'area della Domus Aurea di Roma presenta criticità sia nella struttura esterna sia in quella ipogea, anche perché la stessa ossatura originaria della Domus era costituita da un nucleo di pozzolana e calce e la conformazione geologica del terreno, per l'estrema vicinanza con il fiume Tevere, presenta una stratificazione di sabbia e ghiaia lacustre con minerali vulcanici di origine sabatina e albana che rendono il tutto più soggetto a movimenti del terreno di vario genere. Ma soprattutto il nemico pubblico numero uno è l'acqua, che negli strati di terreno che sono sopra e sotto i monumenti crea situazioni difficili da controllare. Ora dall'analisi e dall'interpretazione dei dati di monitoraggio, compresi tra marzo 2003 e giugno 2010, su tutta l'estensione del parco, non solo sulle strutture affioranti ed emergenti ma anche su quelle ipogee prosegue Giro -, è stato possibile mettere in evidenza alcune situazioni di criticità». LESIONI - Grazie alla sovrapposizione delle ortofoto di riferimento con le planimetrie, i risultati ottenuti «hanno sottolineato la presenza di movimenti localizzati e circoscritti, riferibili a porzioni dei monumenti stessi». In particolare, sono emerse delle deformazioni sull'area della parete absidata di uno degli ambienti riscaldati del percorso termale e sulla Cisterna detta "delle Sette Sale". «Le spie collocate sulla parete absidata hanno registrato fessurazioni e lesioni della tessitura muraria mentre la distribuzione dei bersagli radar ha rilevato una deformazione nel tempo considerevole del terrapieno esterno della Cisterna, fra Via delle Terme di Traiano e Via Mecenate». DOMUS AUREA - E la Domus Aurea? Dopo il crollo di un anno fa, quello che il 30 marzo del 2010 ha interessato una galleria traianea di sostruzione, esterna alla Domus, dagli accertamenti «è emersa l'impossibilità a prefigurare un tale evento, suggerendo che il fenomeno occorso possa essere ascritto alla tipologia di fenomeni caratterizzati da immediatezza, non necessariamente prevedibili mediante eventi precursori». Le rilevazioni sono al limite «in grado di suggerire un andamento stagionale, associato a periodi ciclici di rigonfiamento e contrazione del terreno, in relazione alle variazioni dei cambiamenti climatici e delle infiltrazioni di umidità, fenomeno piuttosto frequente in contesti interrati di strutture archeologiche». IL RESTAURO - Luciano Marchetti conta di portare in porto il restauro della parte in cui si sta intervenendo, un quarto dell'intera area, entro fine anno. «Ma le criticità, seppure sotto controllo, denunciano che si tratta di una situazione ancora complessivamente a forte rischio». In ogni caso le lesioni interne al celebre monumento sono sotto controllo, nessuna presenta peggioramenti. Non solo: da pochi giorni sono stati avviati controlli sulle volte, i controlli sono effettuati dallo strutturista Giorgio Croci. »Stiamo effettuando un monitoraggio fisso, sia interno che esterno spiega Marchetti -. Le lesioni non presentano movimenti. Il prossimo, imminente passo è il rinforzo di tutta la struttura che faremo a tappeto e che intendiamo concludere entro l'anno. A quel punto sarà possibile in concreto tornare a valutare le ipotesi di riapertura del monumento. Per ora però, lo ripeto, la situazione resta complessivamente a rischio». Paolo Brogi 05 marzo 2011(ultima modifica: 06 marzo 2011)