Lipari. Il sindaco respinge l'accusa di essere un palazzinaro e smentisce che ci sia una "questione Unesco". LIPARI- E' ancora "caldissima" nelle Eolie la questione deroga al piano paesistico delle isole Eolie per la realizzazione di strutture ricettive inserite nel Patto territoriale. Strutture, è opportuno evidenziare, che non sono quegli eco-mostri di cui tanto si è parlato. Mentre i privati, che credendo in questo Patto territoriale si sono sobbarcati già a consistenti spese e si preparano ad agire anche in sede giudiziaria, la questione è stata al centro del consiglio comunale di Lipari, tenutosi ieri. In apertura il sindaco Mariano Bruno, respingendo l'appellativo di "palazzinaro" e sottolineando di non aver alcun amico da favorire, ha fatto il punto della situazione. Ricordando che le strutture "incriminate" sono 8 (7 a Lipari e una a Vulcano per complessivi 300 posti letto) ha detto, fra l'altro: «La deroga è stata richiesta perché non essendo più attiva la "Commissione permanente di studio sul piano paesistico "(riunitasi iprecedenza per dare il via libera ad altri progetti inseriti nePatto; n.d.r.)ritenevamo giusto che anche questi progetti potessero essere sottoposti alla necessaria valutazione, fermo restando che solo il consiglio comunale potesse dare il via libera o meno alla modifica, seppure minima del territorio». Proprio partendo da questo concetto, il sindaco Bruno ha sostenuto che la norma va modificata e rivista o, in alternativa, in attesa che venga reinsediata la "Commissione permanente di studio sul piano paesistico", si possa avere una deroga per quanto riguarda i termini di scadenza del Patto territoriale Eolie. «Mentre per le Eolie- ha detto Bruno- si solleva un gran polverone, sulla costa calabra e sicula nascono mastodontiche strutture alberghiere e si assiste ad un aumento considerevole del naviglio adibito al trasporto passeggeri. Mi sorge il dubbio che non si vuole lo sviluppo ecosostenibile dell'imprenditoria alberghiera eoliana e la creazione di nuovi posti di lavoro ma, piuttosto, si vuole che la ricettività turistica si sviluppi altrove e le Eolie diventino ancora di più meta delle escursioni giornaliere con i barconi. Questo stato di cose non ci trova d'accordo e vogliamo, nel rispetto dell'ambiente di cui noi siamo i primi fautori, che lo sviluppo socio-economico riguardi direttamente l'arcipelago». La discussione in consiglio è stata accesa e in tanti hanno voluto esprimere il loro punto di vista. Una larga maggioranza si è espressa affinchè si faccia il possibile perché queste opere minime previste nel Patto territoriale, in atto messe alla porta, possano avere non un canale preferenziale ma la possibilità di essere sottoposte aduna serena valutazione sulla loro fattibilità o meno. «Il piano paesistico - è stato detto - è uno strumento importante ma non può mummificare il territorio e "scartare" per le isole possibilità di sviluppo ecocompatibile». Sulla paventata esclusione delle Eolie dal patrimonio Unesco, il sindaco è stato chiaro: «Siamo in questa lista per l'unicità dei nostri vulcani e non sarà certo la realizzazione di trecento posti letto complessivi a farci uscire fuori dalla prestigiosa lista. Questa amministrazione, questo consiglio, siamo i primi guardiani del territorio, delle sue bellezze che mai ci sogneremo di distruggere, ma vogliamo avere la possibilità di gestire il nostro futuro».