«Il monitoraggio e l'analisi dei dati fatto in questi mesi conferma che la Domus Aurea è un monumento fragile e occorre passare da questa consapevolezza a fatti concreti». A mettere le mani avanti, dopo il crollo dello scorso marzo, è il sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro, illustrando i dati emersi dalla relazione sul monitoraggio radar satellitare dell'area archeologica di Colle Oppio a Roma. «Prevedere il crollo del marzo 2010 - prosegue - era impossibile». L'indagine, che è stata condotta tra il 2003 ed il 2010, ha consentito di individuare, aggiunge Giro, «fessurazioni e lesioni della tessitura muraria».