Vittorio Sgarbi snobba il concorso internazionale di progettazione lanciato dall'assessorato regionale ai Beni culturali ed invia alla Soprintendenza di Enna il proprio progetto definitivo di recupero e conservazione della Villa Romana del Casale. Per avviare «l'iter amministrativo», viene scritto. E con il progetto definitivo viene depositata anche l'opzione cupola progettata dall'architetto Lucio Frizzino, l'uomo di fiducia del critico d'arte nella città dei mosaici. I1 coordinatore generale degli interventi sulla Villa ha trasmesso in duplice originale il progetto, redatto con la consulenza anche dell'architetto Mario Bellini. Prevede sia il restauro delle superfici musive e affrescate, sia la sostituzione dell' attuale copertura e degli impianti. Rischia così di trasformarsi in uno scontro tra assessore regionale ai Beni culturali Alessandro Pagano e coordinatore Sgarbi, la scelta sul come procedere. A meno di una clamorosa retromarcia dei vertici regionali sull'idea, lanciata qualche settimana fa,, di un concorso internazionale di progettazione sulla copertura della Villa. Lo stesso Pagano aveva negato al critico d'arte la funzione di "zar di Piazza Armerina", parlando di sua attività di consulente. «Si richiama l'attenzione sull'opportunità di dare immediato avvio alle procedure d'appalto», scrive Sgarbi al soprintendente Salvatore Scuto. Dalla richiesta di pubblicazione del bando alla stipula del contratto occorrono tre mesi circa, mentre per la realizzazione del progetto Sgarbi-Trizzino occorrerebbero 11 mesi. Ma ci vorrà prima il «nulla-osta» della soprintendenza ennese.