DOPO anni di espansionismo urbanistico, Pietrasanta si ferma. Dice basta ai tentacoli del cemento che in dieci anni hanno allargato le maglie dei piani regolatori a suon di varianti. Dove risuonano le «parole umane» dei pini, «non cresceranno mega ville con piscina» annuncia il sindaco Domenico Lombardi, «i magnati russi non costruiranno le loro dacie marine». «Ci sono rimaste quattro grandi aree verdi e lì nessuno dovrà posare un mattone, le renderemo non edificabili», spiega il sindaco Lombardi, alla guida di una giunta targata Pd che ha vinto le elezioni a primavera dando un taglio netto all'era dell'ex sindaco Pdl Massimo Mallegni, quella dei villaggi chic spalmati sui lotti agricoli della piana e delle cittadelle commerciali cresciute vicino al centro. La frenesia cementizia di quegli anni, fatti di operazioni edilizie finite sotto inchiesta, ora rischiava di allargarsi alle pinete e alle oasi della marina: Focette, Motrone, lago di Porta e pure la Versiliana. Tutte zone di pregio, in totale quasi una ventina di ettari. Nell'ultima bozza di regolamento urbanistico che la vecchia giunta aveva lasciato prima delle elezioni, «le previsioni di sviluppo sforavano il piano regolatore del 125 per cento», dice l'assessore all'urbanistica Rossano Forassiepi. «ALLE Focette erano previste ben 18 ville, tutto vicino al mare, in un'area ancora intatta che si estende per più di 8 ettari. Ecco, lì quasi 8mila metri quadrati se ne sarebbero andati in fumo», sostiene il responsabile urbanistica Forassiepi. Non solo. Altre dieci ville da 550 metri quadrati l'una, aggiunge l'assessore, «erano previste ai margini della Versiliana». Un vero e proprio assalto alla pineta di Carrà e D'Annunzio. Ora però a Pietrasanta dei vecchi piani faranno carta straccia. «Li rifacciamo da capo - dice il sindaco Lombardi - e con il nuovo piano punteremo sul recupero delle case coloniche e alle aree edificabili non ancora sfruttate. Un recupero finalizzato soprattutto a prime case e alloggi popolari». La retromarcia però fa discutere, il Pdl non si rassegna: «Assurdo - protesta Adamo Bernardi, consigliere comunale di centrodestra e per anni capo di gabinetto di Mallegni - l'opportunità di costruire ville di prestigio avrebbe attratto sul territorio personaggi importanti e facoltosi, un modo per rilanciare l'immagine del Comune. Dare la possibilità di costruire grandi ville, poi, significava anche dover sopportare meno consumo del suolo e abbattere l'impatto ambientale». Obiezioni respinte: «Se lo scordino - ribatte Forassiepi - Pietrasanta si rilancia restituendole la sua identità legata all'arte, alla scultura e all'artigianato. Questa non è terra da colonizzare. Non vogliamo diventare il clone di Forte dei Marmi, dove i fortemarmini hanno venduto i terreni e le case ai magnati, e si sono poi trasferiti nell'entroterra. A che prezzo poi? Prestando il fianco ai capitali opachi? No grazie, i russi comprino quello che c'è». (m.n.)
FIRENZE - Pietrasanta blinda il verde stop alle ville dei russi
Il comune di Pietrasanta, in Toscana, ha deciso di fermare l'espansionismo urbanistico e di proteggere le aree verdi e naturali del territorio. Il sindaco Domenico Lombardi ha annunciato che le aree non edificabili, come le pinete e le oasi marine, non saranno più costruite. Le aree previste per la costruzione di ville sono state ridotte drasticamente, e il nuovo piano urbanistico punterà sul recupero delle case coloniche e sullo sviluppo di aree edificabili non ancora sfruttate. Il Pdl ha protestato, affermando che la decisione avrebbe privato il comune di opportunità di sviluppo economico.
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