Turismo è futuro di sviluppo. Ci crede la Regione e ci credono i Distretti turistici, alcuni dei quali coinvolgono diverse realtà territoriali della provincia di Agrigento. Un punto di forza, com'è fin troppo ovvio, è la Valle dei Templi, tanto che anche Caltanissetta ha cercato e trovato una sua chance nel binomio archeologia-mare di Agrigento, aderendo allo stesso distretto; ma nel panorama agrigentino le adesioni sono le più disparate, e spaziano tra le innumerevoli opzioni di un'offerta variegata e forte di tradizioni e di prodotti locali: dall'enogastronomia alle miniere, dai prodotti della montagna al mare. La Regione ha chiesto di superare la territorialità provinciale, di individuare strategie comuni, tra pubblico e privato, di costruire un'idea di sviluppo attorno alla quale mettere insieme risorse e proposte. Sono nate le intese, sono stati sottoscritti protocolli, si sono individuati i soggetti, e alla fine 27 distretti turistici - 12 tematici e 15 territoriali - chiedono di essere "riconosciuti". L'importante è esserci. Il futuro è incerto, come incerti sono i tempi: dopo l'accelerazione data dalla Regione, costringendo le singole realtà locali ad una corsa forsennata di progettazione e condivisione, il cronogramma regionale dei 30 giorni non è stato rispettato. I distretti aspettano di sapere se e quando saranno riconosciuti e che cosa succederà dopo, quando si dovrà cominciare a lavorare. In questi giorni l'attesa novità: il presidente della Commissione istituita dall'assessorato regionale per la valutazione delle proposte pervenute, Marco Salerno, ha convocato tutti i distretti turistici per mercoledì prossimo, 9 marzo, alle 10, presso il Dipartimento del Turismo. I membri della Commissione hanno chiesto di poter analizzare in modo congiunto le criticità di carattere generale emerse nel corso dell'istruttoria. In quella sede si consegneranno le note relative alle osservazioni specifiche avanzate dalla stessa Commissione su ciascuna proposta di riconoscimento. A 'giudicare' sono dirigenti dell'assessorato, rappresentanti Urps e Anci, e operatori del Turismo. L'esito del riconoscimento di un distretto è la condizione per l'attribuzione di finanziamenti, previsti dalle linee d'intervento del Po-Fesr 20072013. Distretti tematici e territoriali. Tra le proposte 'territoriali' coinvolgono la provincia di Agrigento i distretti "Valle dei templi", "Monti Sicani e Valle dei Platani"; "Sicilia centro meridionale"; "Centro Sicilia" e "Selinunte, il Belice e Sciacca Terme". Il primo coinvolge le due province di Caltanissetta e Agrigento, da Realmonte fino al capoluogo nisseno, passando per la Valle dei Templi, e coinvolgendo oltre venti Comuni, dal mare all'entroterra. Gli altri due ricalcano più o meno le coalizioni consolidate dai patti territoriali e dei Pit, uno con 17 Comuni, compresa una piccola area del Palermitano, l'altro che copre il versante che va da Licata-Palma e s'inoltra verso l'interno e punta sul turismo legato ai prodotti eno-gastronomici; poi uno del Centro Sicilia, che coinvolge aree comprese tra le province di Caltanissetta, Enna, Palermo ed Agrigento. Quello di Selinunte è formato da 17 comuni tra le province di Trapani e Agrigento, da Caltabellotta a Menfi, da Sciacca a Ribera, a Siculiana. Ai distretti hanno anche aderito aziende private, tra albergatori, agenzie di viaggi, imprese di enogastronomia ed altre società che a vario titolo si occupano di cultura e di turismo. Tra i distretti 'tematici', il Distretto turistico dello Sport, capofila il Coni regionale, a cui aderisce Licata, e "Il Distretto turistico delle miniere" proposto da Caltanissetta e che abbraccia i territori di 33 comuni, di cui 12 in provincia di Agrigento, compreso il capoluogo. I distretti sono promossi da enti pubblici, enti territoriali e da soggetti privati. Il territorio del distretto deve avere infrastrutture culturali materiali e immateriali come siti museaLI, archeologici, architettonici, o naturalistiche. Tra i requisiti minimi 150 mila abitanti, 7.500 posti letto, un esercizio commerciale ogni 350 abitanti, 12 comuni contigui, per almeno il 30 per cento da soggetti privati. Il punto. La Regione ha completato la fase istruttoria verificando le condizioni di ammissibilità ed ha rilevato anche alcune imperfezioni che dovranno essere corrette. Riparati gli errori formali si dovrebbe passare al riconoscimento, che è il momento più atteso. Ma dopo? "Il Distretto turistico deve servire a predisporre quanto necessario in termini di comunicazione, di promozione e di servizi, per far capire ai potenziali visitatori tutto ciò che può offrire il territorio. E lo dovrà fare in modo unitario" afferma Enzo Camilleri, project manager del Distretto Valle dei Templi. D'altra parte a che serve ad Agrigento promuovere una Sagra del mandorlo due mesi prima, puntando su centinaia di migliaia di potenziali turisti, che la ricettività alberghiera non è in grado di soddisfare? "Quando parliamo di filiera del turismo - prosegue Camilleri - non intendiamo qualcosa di astratto: il distretto dovrà soddisfare tutto ciò che serve al visitatore e dovrà cercare di attrarlo rispetto ad altre migliaia di eventi e di aree turistiche. Occorre il messaggio giusto, un'offerta differenziata per target. Bisogna organizzare la filiera in modo che un territorio risponda in modo unitario, offrendo un'immagine forte, persuasiva, e in grado di arrivare a tutti i potenziali fruitori". Ma in concreto che cosa si potrà fare? "Promozione, innanzitutto, attraverso la proposta di un prodotto che deve essere percepito come novità; raggiungere i potenziali clienti ovunque, perché non tutti sono disposti a cercare o ad aspettare l'occasione di trovare un'offerta per il nostro prodotto turistico, e comprano altro. Poi si deve organizzare il territorio con la creazione della filiera, che deve poter dare tutto ciò che serve al turista. Infine occorre il completamento dell'offerta turistica con servizi aggiuntivi, agenzie, guide e così via". Belle idee, ma i progetti? "Nel programma che abbiamo presentato ci sono i progetti preliminari che contengono questi obiettivi". I privati. Per il Distretto Valle dei Templi si è scelta la gestione attraverso un consorzio, costituito da parte pubblica e parte privata, che hanno "sposato" la creazione di un'aggregazione territoriale omogenea, legata ad un particolare segmento turistico, che ha come centro la Valle dei templi. "Anche Caltanissetta - sottolinea Gaetano Pendolino, presidente del Consorzio turistico Valle dei Templi, che è uno degli 80 soggetti privati che hanno aderito - ha ritenuto di aprirsi una opportunità di sbocco sul mare. Sono alberghi, ristoranti, agenzie di viaggio, riserve naturali, trasporti, servizi di supporto al turismo, guide e offrono tutto ciò che ruota attorno al turista. Su questa stessa linea è il Distretto turistico tematico delle miniere, che vede la partecipazione delle due province di Agrigento e Caltanissetta, e comuni che vanno da Racalmuto al capoluogo nisseno, compreso quello di Agrigento". Adesso che cosa ci si aspetta? "Intanto aspettiamo il riconoscimento del Distretto. Quel che evidenziamo, a parte il ritardo di sei mesi, è l'eccessiva frammentazione della Sicilia con 27 distretti. L'abolizione delle Aapit e delle Aziende turismo aveva lo scopo di creare organismi più agili e collegati alla territorialità, e di cancellare enormi carrozzoni che erano un peso per la collettività. Con la presenza dei privati e con la partecipazione dei comuni uniti in consorzio non ci sono spese per le risorse umane, e si creano organismi più snelli ed efficienti, e collegati alle risorse del territorio". r.a. 07032011