Arzano. Il Tar ha bocciato l'approvazione del piano regolatore generale, il primo in assoluto di una città da anni alle prese, nel settore urbanistico, con un autentico caos che ha favorito la speculazione e l'abusivismo edilizio. La II sezione del Tribunale amministrativo regionale, presieduta da Carlo D'Alessandro, nella seduta del 20 gennaio scorso - ma il verdetto è stato depositato in cancelleria solo il 4 marzo - ha annullato il decreto 519 del 27.10.2009, con il quale il presidente della Provincia approvava il piano di regolamentazione urbanistica della città di Arzano. Il provvedimento del Tar di fatto decreta la vittoria dei proprietari di piccoli lotti interclusi di terreno che se fosse passato il piano regolatore, varato dalla Provincia e approvato dalla Regione, di fatto sarebbero stati penalizzati perché impossibilitati a realizzare una casa, seppure piccola. Ora al Comune ritorna in vigore, in materia urbanistica, il piano di fabbricazione vecchio di 35 anni e che ormai già tanti disastri ha causato per una impropria e non sempre adeguata applicazione. La città, infatti, è satura di case in ogni punto: il nucleo centrale di Arzano è stato appesantito oltremisura con sopralevazioni, mansarde, falsi tetti termici e quant'altri escamotage sono riusciti a mettere in atto, politici e tecnici su tutti. Tutto a discapito della vivibilità: ci sono zone di Arzano, e sono tante, dove è problematico anche parcheggiare a causa dello sproporzionato aumento dei nuclei abitativi. E ci hanno rimesso anche i piccoli proprietari che per rispettare le leggi e non incrementare la schiera degli abusivi con il piano regolatore sono stati tagliati fuori perché ormai i vani in città sono di molto in esubero rispetto al fabbisogno reale. E anche se il Tar ora riporta i giochi nuovamente al punto di partenza non è detto che per questi ultimi ci siano spiragli incoraggianti. In ogni caso, bisognerà far presto per elaborare una normativa urbanistica seria, adeguata e soprattutto che garantisca innanzitutto strutture e servizi senza favorire un nuovo sacco edilizio come qualcuno già sembra avere pronto sfruttando le ennesime scappatoie che sembrano intravedersi con il Piano casa. C'è la necessità che il Consiglio comunale approvi in maniera veloce una regolamentazione comunale, per quanto riguarda appunto il cosiddetto piano casa, che eviti l'entrata in vigore delle linee regionali che sono in palese contrasto con le reali esigenze del territorio. In città, intanto, l'opposizione è mobilitata su più fronti e, attraverso il consigliere comunale del Partito democratico Salvatore Borreale, ha chiesto anche la convocazione straordinaria e urgente dell'assise cittadina con all'ordine del giorno la valutazione dei criteri di «correttezza, moralità e trasparenza dell'azione amministrativa nel pieno rispetto delle regole e nell'interesse esclusivo della collettività». Un Consiglio comunale che si preannuncia particolarmente infuocato dopo il documento anonimo, spedito in Procura oltre che ai capigruppo dell'opposizione, e corredato anche da un floppy-disk, che rendendo pubbliche alcune riunioni di rappresentanti di maggioranza mirate a condizionare, a quanto sembra, le scelte amministrative, di fatto getta fango sull'intera classe politica cittadina.