CAMPANIA - Pompei. La mostra che sarà allestita nei siti della soprintendenza di Napoli e Pompei, per celebrare l'unità d'Italia, ha messo sulla stessa linea di interesse amministrazione e sindacati. Questi ultimi ora sperano che l'accordo siglato possa «fungere da apripista per altre iniziative volte a valorizzare l'area archeologica». Per una volta le risorse sono state reperite e l'impegno dei custodi garantito. «È una mostra significativa utile a diversificare l'offerta culturale - ha evidenziato Antonio Pepe della Cisl - e ad aumentare l'attrattività che la nostra città e la sua identità esercita in Italia e all'estero. Ma eventi simili dovrebbero essere realizzati sempre, non solo in sporadiche occasioni. La soprintendenza di Pompei - continua Pepe - ha la necessità di organizzarsi in chiave per così dire federalista che consenta la piena autonomia di gestione, programmazione e valorizzazione, perché solo allora potrà esserci un uso corretto ed equo delle risorse incassate». In realtà non accenna a spegnersi la polemica sollevata dai sindacati per la chiusura delle tredici domus, disposta dalla soprintendenza per mancanza di fondi e di personale. Cgil, Cisl e Uil continuano a invocare un vertice con la soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro, per trovare un accordo su un sequel del progetto «aperture domus» siglato nel 2008 e conclusosi il 31 dicembre del 2010. «I soldi ci sono - dicono i rappresentanti dei custodi - e la volontà dei lavoratori pure. Perché la soprintendenza non vuole trattare? È dal 28 luglio 2010 (cinque mesi prima che scadesse l'accordo siglato con i sindacati per mantenere aperte le case nonostante non ci fossero addetti alla vigilanza sufficienti, ndr) che i lavoratori hanno chiesto un tavolo di confronto per allungare l'apertura fino al 31 dicembre 2011». Ma fino a questo momento nessuna risposta, complici anche le difficoltà provocate dall'avvicendamento di soprintendenti e dall'emergenza crolli. Le domus chiuse da gennaio sono: degli Amorini Dorati, del Menandro, di Sallustio, di Marco Lucrezio Frontone, di Obellio Firmo, dell'Ara Massima, dei Quattro Stili, di Casca Longa, di Giulio Polibio, dei Casti Amanti, della Fontana Piccola a Mosaico, del Foro Boario e il Termopolio. s.m