L'Autorità portuale ha ricevuto la richiesta, Italia Nostra insorge e la Soprintendenza avverte: «Necessario il nostro via libera» VENEZIA - Dopo la grande ruota panoramica al Tronchetto, spunta un altro maxi progetto per Venezia. Lungo la Riva dei Sette Martiri, nei pressi di San Marco a Venezia, ad uso dei tanti yacht che affollano gli spazi nei mesi estivi, potrebbe nascere una doppia banchina con una darsena da 2.430 metri quadrati e servizi con gestione affidata ad una concessionaria privata. L'Autorità portuale, attraverso l'ufficio Valorizzazione beni demaniale - che ha competenza sul tratto d'acqua - ha ricevuto una richiesta dalla "Venice yacht Pier srl" per l'installazione di un pontile e in città la questione non pare destinata a passare sotto silenzio; anzi, c'è aria di polemica. Ad opporsi e pronta a sventolare il vessillo della tutela della Riva dei Sette Martiri è la sezione veneziana di Italia Nostra che ha scritto una lettera contro l'operazione al presidente dell'Autorità portuale, Paolo Costa, ma anche al sindaco Giorgio Orsoni e a Renata Codello, Soprintendente per i beni architettonici della città lagunare. Non piace - scrive Italia nostra - la realizzazione di una darsena che andrebbe a minare «l'integrità della Riva degli Schiavoni e delle acque che essa delimita» e « in modo particolare il panorama di bellezze artistiche e naturali che essa offre». Nella lettera, Italia Nostra spiega le ragioni della sua opposizione e del suo diritto a presentarla. La presenza di una serie di grandi yacht all'àncora nel nuovo spazio lungo la riva, per gli ambientalisti, priverebbe ulteriormente i residenti e i visitatori di un paesaggio tra i più suggestivi del mondo per obbligare alla vista di imbarcazioni di notevole stazza all'ormeggio. Per Italia Nostra un altro dei troppi «sacrifici offerti sull'altare del turismo e dei supposti profitti da esso derivati». Italia nostra, di fatto, nel dire no all'iniziativa dell'Autorità portuale lancia la palla in mano alla Soprintendenza. «Non ci sono arrivate carte su questo progetto - rileva Codello - per cui non posso esprimermi in materia». «Una cosa comunque è certa - avverte - una iniziativa del genere, seppur la Riva dei Sette Martiri sia sotto il controllo dell'Autorità portuale, non può procedere senza che la Soprintendenza dia il suo benestare». In ipotesi per Codello preoccupano ad esempio «i servizi che dovrebbero essere realizzati per gli yacht con il loro relativo impatto sul tessuto storico cittadino. Da parte sua, Orsoni ha dato mandato all'ufficio tecnico di esaminare la questione sul piano procedurale, ma dalla sede del Comune spira già aria di opposizione al progetto.