«I lavori di somma urgenza per il ripristino dei capitelli 13 e 14 del tempio C inizieranno tra la fine di marzo e l'inizio di aprile. I soldi sono praticamente già disponibili e questo ci consentirà di liberare il tempio dal ponteggio fatiscente in ferro che lo sorregge da anni». Lo ha detto ieri Caterina Greco, direttrice del parco archeologico di Selinunte durante l'iniziativa «Abbracciamo il tempio C» inserita nell'ambito della campagna a sostegno e protezione del patrimonio artistico e culturale italiano e delle professionalità ad esso dedicate «Abbracciamo la cultura». La manifestazione, organizzata dal Dipartimento dei Beni culturali di Legambiente Sicilia e dal circolo Legambiente «Crimiso» con il Parco archeologico, diverse associazioni e che ha registrato anche l'adesione dell'amministrazione comunale, ha visto tra gli altri la presenza di alunni della scuola media«Pappalardo» e delle guide turistiche dell'associazione di Trapani che per l'occasione hanno illustrato l'Acropoli. Giuseppe Salluzzo, responsabile del circolo «Crimiso», ha espresso soddisfazione per la riuscita dell'iniziativa il cui scopo è stato quello di mantenere alta l'attenzione sul tempio «C», «ingabbiato» da anni, per evitarne il disfacimento, e per il quale sono anni che Legambiente chiede interventi. Il tempio «C» non è l'unica emergenza. Un momento critico lo sta attraversando pure il tempio «E» da alcune colonne, a causa di un restauro fatto 40 anni fa con cemento e ferro, da mesi si registra la caduta di calcinacci. La parte del tempio in questione è interdetta ai visitatori e per potervi intervenire si attendono i fondi del Por-fesr. 06032011
SICILIA Tempio C arriva, forse, l'atteso restauro
I lavori di somma urgenza per il ripristino dei capitelli 13 e 14 del tempio C inizieranno tra la fine di marzo e l'inizio di aprile. I soldi sono già disponibili e questo consentirà di liberare il tempio dal ponteggio fatiscente in ferro. La direttrice del parco archeologico di Selinunte, Caterina Greco, ha annunciato l'inizio dei lavori. L'iniziativa è stata organizzata dal Dipartimento dei Beni culturali di Legambiente Sicilia e dal circolo Legambiente Crimiso con il Parco archeologico. I lavori sono stati possibile grazie all'adesione dell'amministrazione comunale e di diverse associazioni.
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