Grandi eventi. L'apertura il 19 marzo Torino rilancia il Museo dell'auto TORINO. L'inaugurazione ufficiale è prevista per il 19 marzo, alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nell'ambito dei festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Ma il rinnovato Museo nazionale dell'automobile di Torino ha riaperto eccezionalmente i battenti già ieri sera per ospitare la premiazione dei campioni dell'automobilismo Csai 2010. Una cerimonia dedicata alla memoria di Gino Macaluso, già presidente Csai e scomparso di recente. È stato così possibile ammirare il nuovo volto del museo al termine di un intervento durato quattro anni e che ha richiesto un investimento di 33 milioni: 22 destinati alla ristrutturazione dell'edificio e 11 all'allestimento interno. D'altronde l'obiettivo era quello di far cambiare il museo. Non si è infatti voluto limitare l'intervento alla semplice ristrutturazione architettonica (affidata a Cino Zucchi), ma si è cercato di rendere l'allestimento dinamico e sensazionale. Per questo si è affidato l'incarico a François Confino, l'artefice del successo del Museo del Cinema ospitato alla Mole Antonelliana. Il Museo dell'Automobile vanta una delle collezioni più rare ed interessanti del settore, con quasi zoo vetture originali di 8o marche differenti. E copre un periodo che spazia dal 1769 al 1996, raccontando non solo la storia dell'automobile ma anche quella di una cultura e di una società. Per Confino il museo non vuole limitarsi a esporre le auto, ma vuole condurre il visitatore nella leggenda delle quattro ruote, mescolando realtà e finzione, fascino e pericolo, passione ed eccessi, tecnica e arte. Con l'utilizzo di una scenografia sonora e di effetti speciali in modo da rivolgersi non solo agli esperti del settore ma anche a un pubblico più vasto, che comprenda giovani e bambini. Il Museo dell'Automobile è nato a Torino nel 1932, grazie all'idea di Roberto Biscaretti di Ruffia e di Cesare Goria Gatti, trasformata in realtà da Carlo Biscaretti di Ruffia (figlio di Roberto) che fu anche il primo presidente. Nel '56 si decise la costruzione di una sede permanente nell'attuale sito e fu realizzata su un progetto di Amedeo Albertini. Fu inaugurato nel novembre del 1960, in tempo per i festeggiamenti dell'anno successivo per i 100 anni dell'Unità nazionale, e intitolato alla memoria di Carlo Biscaretti di Ruffia. La nuova struttura è stata ampliata, passando dagli 11mila metri quadrati originali ad oltre 19mila metri quadrati. E allo spazio museale si sono aggiunti anche un centro congressi, uno spazio eventi, un centro didattico e di documentazione, un ristorante, la caffetteria e il bookshop. In modo da rendere il museo, presieduto da Giuseppe Alberto Zunino, maggiormente protagonista della vita cittadina, polo di attrazione delle iniziative culturali. Un museo da vivere, insomma, e non solo da visitare.