Il critico d'arte annuncia i piani per la soprintendenza VENEZIA. «A Venezia torno comunque, e molto presto per proseguire il mio lavoro in Soprintendenza. Con il ministro Sandro Bondi stiamo studiando la strada migliore per accelerare i tempi. La via più breve è quella di una mia nomina diretta da parte del ministro a soprintendente del polo museale veneziano, senza indire un nuovo bando aperto anche ad altri eventuali candidati, visto che le altre soprintendenze sono già tutte occupate». Lo assicura Vittorio Sgarbi ancora in stand by ai Beni Culturali dopo il nuovo stop alla sua nomina imposto qualche settimana fa dalla Corte dei Conti, mentre in laguna ha già preso il suo posto ad interim la dottoressa Giovanna Damiani, che è anche l'attuale soprintendente per i Beni storici e artistici di Parma e Piacenza e che potrebbe restare, però, solo fino alla metà di aprile. «Certo, visti i precedenti - riconosce Sgarbi la Corte dei Conti potrebbe decidere di bloccare successivamente anche questa nuova nomina, anche se al Ministero non sono ancora arrivate le motivazioni della sua decisione attuale. Intanto però potrei riprendere servizio e portare avanti i lavori di riallestimento delle Grandi Gallerie dell'Accademia, che ora sono bloccati e l'organizzazione delle mostre in vista della Biennale. Gli avvocati amministrativisti sono al lavoro per scegliere la formulazione migliore, perché non è possibile perdere più tempo, visto che anche il lavoro dello scenografo Pier Luigi Pizzi per il riallestimento delle Gallerie dell'Accademia si è bloccato». Una decisione, dunque, dovrebbe essere presa a breve anche d'intesa con Bondi, che resterà ai Beni Culturali, nonostante le annunciate dimissioni, fino al voto parlare sul processo a Berlusconi, al quale dovrebbe seguire il rimpasto di Governo di cui si parla. Le alternative per Sgarbi sono quelle della riapertura del bando per la soprintendenza per il polo museale al quale il critico potrebbe concorrere, oppure no, se il Ministero valutasse inidonei gli altri eventuali candidati ma i tempi si allungherebbero inevitabilmente per i progetti veneziani del critico, che è anche il commissario del padiglione italiano alla Biennale. In questa veste, e come sindaco del comune siciliano di Salemi, Sgarbi presenterà anche nel Padiglione italiano l'allestimento del «Museo della Follia» dell'artista Cesare Inzerillo, poi realizzato in Sicilia e sarà riprodotto anche il «Museo della Maria» che si trova al momento nell'ex Collegio dei Gesuiti a Salemi. Sgarbi non se l'è presa neanche per lo «scherzo» di coloro che hanno diffuso alla stampa un falso comunicato con i nomi degli artisti da lui scelti per il Padiglione italiano a cui in molti critici hanno creduto e che poi si sono rivelati. «Bravissimi, ho proposto di assumerli», commenta.
Sgarbi ritenta la via di Venezia. Stavolta una nomina diretta
Il critico d'arte Vittorio Sgarbi annuncia i piani per la sua nomina alla soprintendenza del polo museale veneziano. Con il ministro Sandro Bondi, stanno studiando la strada migliore per accelerare i tempi. Sgarbi riconosce che la Corte dei Conti potrebbe decidere di bloccare la sua nomina, ma spera di poter riprendere servizio e portare avanti i lavori di riallestimento delle Grandi Gallerie dell'Accademia. La decisione dovrebbe essere presa a breve. Sgarbi potrebbe concorrere al bando per la soprintendenza o non poterlo fare, ma i tempi si allungherebbero.
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