Domani il via alle domande - Verso il rinvio della seconda e terza rata La nuova agenda. Come potrebbero cambiare le scadenze legate alla sanatoria degli abusi edilizi 11 novembre 2004 apertura dei termini per la presentazione della domanda di sanatoria edilizia e per il pagamento della prima rata 12 novembre 2004. Termine entro il quale le Regioni devono approvare le leggi locali che precisano costi e limiti della sanatoria 10 dicembre 2004. Ultimo giorno per la presentazione della domanda di sanatoria edilizia e per il pagamento della prima rata 31 maggio 2005. Termine per pagare la 2a rata (il termine, in attesa del decreto legge correttivo, è per ora fissato al 20 dicembre) 30 settembre 2005. Termine per pagare la terza rata (il termine, in attesa del decreto legge correttivo, è per ora fissato al 30 dicembre) Il caro-condono edilizio spaventa il Governo. Che, dopo i rincari decisi quasi ovunque dalle Regioni sui costi a carico dei cittadini, torna a rimodulare le rate per i pagamenti, con l'evidente obiettivo di evitare il flop delle domande per sanare gli abusi edilizi. Il decreto legge anti-deficit, che domani sarà all'esame del Consiglio dei ministri, dovrebbe prevedere lo slittamento della seconda e della terza rata dell'oblazione al 31 maggio e al 30 settembre 2005 (attualmente le scadenze sono 20 e il 30 dicembre 2004). Resteranno, invece, fermi al 10 dicembre i termini finali per presentare la domanda di condono e per il contestuale pagamento della prima rata dell'oblazione. Intanto, proprio domani si apre ufficialmente la corsa alle domande di condono edilizio. E questo avverrà anche in quelle Regioni, come la Calabria e la Campania, che non hanno provveduto a varare la loro regolamentazione. Hanno invece tagliato il traguardo il Piemonte e la Basilicata. ROMA «L'aumento del costo del condono edilizio, varato dalle Regioni, spaventa il Governo, che teme di nuovo un flop delle domande e torna alla rateizzazione lunga dell'oblazione dovuta per sanare. Il decreto legge anti-deficit che dovrebbe essere varato domani prevederà, con tutta probabilità, soltanto lo slittamento della seconda e della terza rata dell'oblazione, fissate dall'attuale normativa rispettivamente al 20 e al 30 dicembre. I nuovi termini per le due rate che valgono ciascuna il 35 del totale dovrebbero essere fissati al 31 maggio e al 30 settembre 2005. O, secondo un'altra ipotesi, meno probabile, al 31 maggio e al 30 giugno. Resteranno, invece, fermi alla data del 10 dicembre i termini per la presentazione della domanda di condono e il congiunto pagamento della prima rata dell'obla-zione, pari al 30 del totale. Per gli oneri concessori, l'altra voce che pesa sul conto di chi deve sanare, i tempi e le modalità di calcolo li hanno dettati, invece, le leggi regionali (si veda «II Sole-24 Ore» di sabato 6 novembre). In molti casi, soprattutto nelle Regioni uliviste, sono stati previsti oltre all'addizionale regionale del 10 dell'oblazione consentita dalla legge e incassata dalle stesse Regioni la maggiorazione fino al 100 e il pagamento ravvicinato di tutti gli oneri concessori, destinati alle casse dei Comuni per fronteggiare le spese di urbanizzazione: questo ha fatto lievitare l'ammontare da versare prima della fine dell'anno, rappresentando un nuovo disincentivo a sanare. Da qui, la risposta del Governo. La corsa alla domanda di condono potrà partire già domani, senza limiti territoriali, sulla base delle regole nazionali per le regioni che non hanno ancora una propria legge e delle regole regionali per le altre amministrazioni locali. Anche il perimetro della condonabilità è dettato dalle Regioni, che, se non vareranno il provvedimento entro venerdì, rientreranno automaticamente nell'applicazione dei parametri nazionali. Tutte le Regioni uliviste del centro-nord hanno escluso la sanabilità dei nuovi abusi, mentre le Regioni governate dalla Casa delle libertà nel centro-nord hanno notevolmente ridimensionato questa possibilità. Al sud, viceversa, il condono pesante, comprensivo delle nuove costruzioni, è passato ovunque, con l'eccezione della Basilicata. Anche la Campania, a sorpresa, sembra destinata a rientrare fra le Regioni in cui varrà il condono pesante, vista l'incapacità della maggioranza a varare la legge in Consiglio regionale (si veda l'articolo in basso). A confermare che lo slittamento del pagamento del 70 dell'oblazione si farà con il decreto legge e che la ragione del provvedimento governativo è data dall'aumento dei costi voluto da molte Regioni è stato ieri il viceministro all'Economia, Mario Baldassarri. «Se c'è un problema tecnico perché le Regioni devono definire nuovi parametri per il condono edilìzio ha detto il viceministro le scadenze previste si possono rivedere, possono slittare». Baldassarri non ha, però, confermato che.il decreto legge sarà necessariamente varato domani dal Consiglio dei ministri. «Non è stata ancora assunta la decisione - ha detto Baldassarri se andrà al prossimo Cdm». Sul piano del gettito, lo slittamento della seconda e terza rata dell'oblazione significa per il Tesoro salvare la competenza 2004 per l'intera somma iscritta di 3,1 miliardi, rinviando la cassa per il 70 per cento. O, se si preferisce, è un modo per cominciare a ridurre l'impatto sulle casse pubbliche qualora a fine anno ci fosse da aggiustare il tiro per un'adesione al condono edilizio inferiore alle attese. Con l'obiettivo di aumentare il gettito, i ministeri dell'Economia e delle Infrastrutture stanno valutando in queste ore l'ultima questione di un certo peso rimasta insoluta: gli abusi non abitativi. La querelle va avanti da tempo. In una prima bozza di circolare, il ministero delle Infrastrutture si era avvalso delle precedenti leggi sul condono per interpretare la disciplina non senza una forzatura rispetto alla lettera della norma nel senso di includere nella sanatoria gli immobili non destinati all'abitazione. L'ufficio legislativo delle Infrastrutture aveva poi emesso un parere in cui sosteneva, viceversa, che l'interpretazione letterale della norma escludeva questa possibilità. È intervenuto anche l'ufficio legislativo dell'Economia e, come ha riferito quindici giorni fa in Parlamento il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, sembra prevalere ora l'interpretazione estensiva. La circolare dovrebbe comunque fare i conti con le leggi regionali varate: solo tre (Piemonte, Liguria e Marche) hanno previsto la condonabilità di edifici non residenziali, mentre le altre o lo hanno vietato esplicitamente o, più di frequente, hanno taciuto. Ma interpretare a posteriori la norma in senso estensivo potrebbe riaprire un conflitto con queste Regioni. Con il risultato che la circolare avrebbe, di fatto, una sua influenza solo nelle Regioni che non fossero riuscite a varare un proprio strumento legislativo.
il Sole 24 Ore
10 Novembre 2004
Condono, il rischio dei costi. Tempi più lunghi dopo i rincari regionali
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Bene culturale
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