Visitatori in leggero aumento, boom per le collezioni di archeologia C'è qualcosa di sorprendente nella nuova Guida Touring ai Musei d'Italia, che arriverà in libreria il 25 novembre; ed è che, come spiegano i ricercatori del Centro Studi del Touring nella introduzione alla Guida che qui anticipiamo, «per i musei la capacità di riqualificarsi e di adeguare la propria mission di conservazione» è ormai diventata «altrettanto cruciale quanto quella di comunicazione». Dunque, pur restando fondamentale la presenza di un Piero della Francesca o di un marmo dell'antica Roma, sempre più essenziale è che questo patrimonio venga adeguatamente reso noto e valorizzato, magari utilizzando un modello di museo «diffuso» sul territorio come quello già sperimentato con successo in Umbria e Marche. Spiega ancora Marco Girolami, direttore del Centro Studi Tci, che «analizzando i dati dei soli musei statali nel 2003 e nel primo semestre del 2004 si registrano lievi aumenti rispetto ai periodi precedenti» e che «la cosa è piuttosto positiva considerando che il settore turistico è frenato da una situazione socioeconomica globale molto complessa». Il turista culturale, prosegue Girolami «con una spesa media giornaliera di circa 100 risulta di estremo interesse per le destinazioni d'arte, che raccolgono ricavi turistici per circa 20 miliardi di , ossia il 24,2 del fatturato turistico complessivo (nel 2002)». E così «i musei restano tuttora uno delle attrattive turistiche maggiormente significative» e, al di la di mostre ed esposizioni temporanee, «continuano a rimanere motivi autonomi di visita di una destinazione, spingendo ad un primo viaggio che, in caso di esperienza positiva può ripetersi». Per Girolami «i musei possono quindi paradossalmente essere interpretati come "vere e proprie porte" della città e non più come tesori nascosti». Nelle oltre ottocento pagine della Guida ci sono 3205 musei tra grandi, piccoli e piccolissimi (l'ultima analisi dell'Istat parlava invece di una cifra di 3554), dal Museo Parrocchiale di San Nicola a Champorcher in Val D'Aosta al Farmauseo di Villacidro in Sardegna. Di ognuno vengono forniti i dati essenziali per il visitatore (regione, località, storia e origini, tipologia, orari di apertura, biglietto, presenza o meno di una biblioteca). Tra i trentasette musei selezionati per la loro notorietà (che nel primo semestre del 2004 hanno incamerato oltre undici milioni di visitatori contro gli oltre trentuno dell'intero comparto dei musei statali) troviamo ai primi posti i soliti noti, tra alti e bassi: i Musei Vaticani (6); il gruppo fiorentino composto da Uffizi (0,5), Galleria dell'Accademia (-1,05) e Galleria Palatina (6); il Castello di Milano (-50,6); la Galleria Borghese di Roma (7). Tra le tante sorprese (ma neanche poi tanto vista la ressa di lunedì scorso al Teatro dal Verme di Milano per la lettura su Tacito) c'è il boom dei musei archeologici: 24,9 per l'Archeologico di Napoli; 21,5 per quello di Agrigento ; 27, 2 per quello di Palermo. Una tendenza ulteriormente confermata dal 3,5 dei Capitolini di Roma e dal 2,8 dell'Egizio di Torino, prima ancora della sua recentissima trasformazione in Fondazione.