La giunta delibera la variante al piano (600 nuove case) e riapre i termini per la sanatoria «Scusate il ritardo, ma dopo tutto quello che è successo, a casa sono crollata e ho dormito mezzora. Aggiornatemi: dove siamo arrivati con la telenovela?». Una Iervolino più amara che vittoriosa, più ironica che galvanizzata comincia così, alle 17 e una manciata di minuti, a Palazzo San Giacomo, la prima riunione di giunta post-mortem della sua amministrazione. In Comune cè chi ha festeggiato e chi ha giocato al lotto il "ritorno" della consiliatura. Una seduta serrata che in poco più di unora approverà 54 provvedimenti, quasi tutti di routine a parte tre deliberazioni comunque previste: la riapertura dei termini per il condono edilizio (porteranno 15 milioni nelle casse comunali), la variante al Piano urbanistico attuativo di Bagnoli (previste 600 nuove case), e la destinazione degli 8 milioni per il completamento, linaugurazione e la manutenzione della nuova stazione metropolitana di piazza Bovio e della funicolare. Un segnale di operosità e compattezza, per rispondere «con i fatti alla politica delle chiacchiere». «Dobbiamo andare avanti: la nuova metro si inaugura il 19 marzo. Se ci saremo noi, va bene - sottolinea il sindaco -, ma importante è che ne siano investiti i funzionari del Comune, perché questo è un bene che appartiene ai cittadini». Il sindaco si preoccupa, difatti, di mettere in salvo i fondi che servono ai trasporti, quando ancora esiste il rischio che possano essere destinati ad altro scopo. In teoria - così ragiona durante la giunta - potrebbe scattare un nuovo blitz con lennesima raccolta di lettere di dimissioni. Tentativo poi definitivamente fallito. Così lamministrazione comunale riprende il cammino. Perché la politica, a volte, si trasforma in avanspettacolo. Tutto come prima, dunque - dopo la clamorosa scivolata delle dimissioni flop da parte dei 31 consiglieri comunali (compresi i «voltagabbana») - ma non senza il profluvio di gag, battute e contro-festeggiamenti che hanno fatto da contrappunto alle ultime ore nel Palazzo. Cera chi preparava lo sfratto dagli uffici, chi chiedeva ai colleghi rimasti davanti alla prefettura fino a notte: «Ma questi cartoni, li devo preparare o no?», e chi, tra i collaboratori degli staff, già immaginava di doversi trovare un lavoro con tre mesi di anticipo. Tutto cancellato, dopo lannullamento delle dimissioni. Poteva gustarsi il ritorno a Palazzo, Rosetta. Invece, proprio dopo il colpo di scena a lei favorevole, le è piombata addosso la notizia della scomparsa di un amico fraterno, nonché vecchio collega della Democrazia Cristiana, Mario Condorelli. «Una perdita che non ci voleva, eravamo legati, è sempre stato un mio riferimento a Napoli», dirà agli assessori il sindaco, aprendo la giunta con un minuto di commemorazione. Poi, ecco i provvedimenti da approvare in giunta. «Saremo attentissimi, voglio che passino solo gli atti ordinari per evitare inutili provocazioni o attacchi immotivati», si raccomanda la Iervolino. In poche ore la scena è cambiata completamente. Dal "rompete le righe", inevitabile epilogo dopo le dimissioni, al ritorno al governo della città, allattività di tutti i giorni. Il tempo, a volte, è un gambero.