Il capo dello Stato: "Mortificare la vocazione dei giovani è un delitto" DAL NOSTRO INVIATO GINEVRA - «No ai tagli col machete. Non bisogna mettere sullo stesso piano tutti i capitoli di spesa dello Stato. La ricerca va garantita. Non so se Galileo Galilei era in grado di garantire le ricadute delle sue ricerche». Arriva al Cern il presidente Napolitano, fra i 1500 ricercatori italiani che lavorano allacceleratore di particelle più famoso e più lungo (27 chilometri, un serpentone che viaggia sottoterra in un tunnel circolare). Centro di eccellenza famoso nel mondo per la ricerca nucleare, eppure i giovani scienziati che qui tengono alto il nome della scienza italiana sono preoccupatissimi per i tagli alle risorse e per il loro futuro. Al capo dello Stato raccontano dei loro esperimenti sulla materia, e dei loro sogni, che rischiano di arenarsi. E Napolitano allappello risponde, sollecitando i finanziamenti, anche quelli privati. «Mortificare la vocazione dei giovani è un delitto. Il nostro paese non può permetterselo». Dunque, anche in questa fase di riduzione della spesa pubblica, «di rigore in seguito allaccumulo di un grande stock di debito pubblico», i tagli della spesa pubblica non possono scattare in modo indiscriminato. Un duro richiamo alle scelte economiche del governo, e segnatamente dei ministri Tremonti, Bondi, Gelmini, nella gestione dei fondi per innovazione, cultura, scuola, che il capo dello Stato torna a lanciare. «Come sapete - ha detto Napolitano ai ricercatori - io sono un presidente non esecutivo ma credo che saranno condivise da altri alcune ragioni fondamentali di sviluppo della comunità italiana che si riflettono nellinvestimento per la ricerca». Poi, riferendosi direttamente al caso del laboratorio di Ginevra: «Cè una nostra forte ragione di sostenere il Cern e sono convinto che questo impegno non verrà meno perché occorre uno sguardo un po più lungo e lungimirante». A rendere incerto il futuro dei nostri giovani del Centro il colpo di accetta che la Finanziaria ha inferto alla quota-parte dei finanziamenti del nostro paese (sono una ventina in tutto le nazioni che partecipano alla gestione della struttura): la riduzione complessiva degli stanziamenti per la ricerca ha significato un contraccolpo anche per il contributo italiano al Cern. «Non è retorico dire sottolinea Napolitano - che cosa si può tagliare e che cosa non si può tagliare. Ci sono voci di spesa che non possono essere sacrificate in modo schematico e alla leggera perché sono in un certo senso dei finanziamenti dati ai nostri giovani, alla scienza e al nostro futuro». E non ci può essere alcuna giustificazione nella scelta di procedere mettendo tutti i settori sullo stesso piano, «non so se sia più miope trascurare il valore in sé della scienza o sottovalutare le ricadute che le scoperte scientifiche hanno sulla nostra vita sociale». La ricerca è un valore in sé. «Vorrei che non fosse necessario per ottenere dei finanziamenti garantire che ci siano queste ricadute. Non so se Galileo Galilei era in grado di garantire le ricadute delle sue ricerche... Dobbiamo pensare che è in gioco il ruolo dellItalia nel mondo in una fase in cui rischia di declinare anche il ruolo mondiale dellEuropa». Con un ulteriore attestato di grande stima per gli italiani del Cern, «è molto bello vedere quanti giovani abbiamo qui, ho trovato pochi ragazzi motivati come quelli che si dedicano alla ricerca scientifica. Se noi mortificassimo questa vocazione per la ricerca commetteremmo davvero un gravissimo delitto».
Napolitano: ricerca, no ai tagli con il machete. Incontro con i fisici del Cern: non sacrificare gli investimenti sul futuro
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha detto che "mortificare la vocazione dei giovani è un delitto" e ha sollecitato i finanziamenti per la ricerca, anche privati. Ha incontrato i ricercatori del Cern, un centro di eccellenza per la ricerca nucleare, e ha sottolineato l'importanza della scienza per il futuro dell'Italia. Ha detto che i tagli alle risorse per la ricerca non possono essere indiscriminati e che ci sono settori che non possono essere sacrificati. Ha anche affermato che la ricerca è un valore in sé e non deve essere legata alle ricadute economiche. Il presidente ha incontrato i giovani scienziati del Cern e ha trovato motivati e entusiasti.
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