«L'ultimo ostacolo è stato superato, i russi comprano». I fratelli Festari, legittimi eredi dell'Archivio Vasari, ostentano sicurezza mostrando le nuove carte giudiziarie, che stavolta arrivano dal tribunale del riesame di Roma. «Carte importanti spiega il legale dei Festari, Guido Cosulich con le quali si rigetta l'opposizione del pm al dissequestro dell'Archivio già deciso a dicembre dal gip. E che hanno sbloccato la trattativa tra i miei clienti e Vassilij Stepanov ormai verso una felice conclusione». Eppure Stepanov, 44 anni, ex ufficiale delle forze di sicurezza russe e oggi uomo d'affari, in un'intervista prima al «Corriere della Sera» e successivamente a un quotidiano tedesco aveva annunciato di volersi ritirare dall'affare. Lanciando strali ai proprietari dell'Archivio accusati di non voler concludere realmente l'affare, ma piuttosto di aver cercato «di costringere il governo italiano a comprare l'Archivio per una somma altrettanto alta». Gli eredi avevano minacciato querele. «In realtà Stepanov non ha mai pronunciato queste parole sostiene l'avvocato Guido Cosulich ed è stato male interpretato». Ci sono però altri ostacoli che impedirebbero la transazione. Il più importante, è il via libera della sovrintendenza, Diana Toccafondi, sovrintendente archivistica per la Toscana, ha sempre sostenuto che la documentazione ricevuta sulla presunta transazione sia incompleta, irregolare e debba essere ripresentata. «Abbiamo risolto anche questi problemi e sono pronte tutte le carte», replica adesso Cosulich. Dopo un eventuale sì della sovrintendenza (non prima di un mese) però l'affare potrebbe essere nuovamente bloccato. Stavolta dal ministero dei Beni culturali che può decidere entro due mesi se esercitare il diritto di prelazione: il problema, che potrebbe portare a nuovi scontri, è che il Mibac ritiene gonfiato di almeno trenta, quaranta volte il prezzo di vendita. Infine c'è il nodo di un debito, pare intorno ai 200 mila euro, contratto dai Festari con il fisco. Equitalia, la società incaricata della riscossione, ha chiesto e ottenuto il pignoramento dell'Archivio. «Ma ora è stato trovato un accordo e i miei clienti stanno pagando il debito», spiega Cosulich. Vendita vicina, dunque? La sensazione è che ci saranno nuovi colpi di scena.