II ministro non è ancora cambiato, ma è partita la caccia alle poltrone, anche sui giornali. Nominato in corsa Rondi alla Siae, e i dirigenti scalpitano. Sandro Bondi non è ancora andato via dal ministero per i beni e le attività culturali, e già si è scatenato lo spoil system. Specie da parte della sinistra, che cerca di difendere le poltrone occupate da decenni e mai toccate dal centro-destra. Dalle colonne del Corriere della Sera un intellettuale del calibro di Tullio Gregory ieri ha compilato l'elenco dei buoni e dei cattivi, da consegnare al candidato numero uno alla poltrona del dicastero di via del Collegio Romano, Giancarlo Galan. Senza fare nomi, ma indicandoli chiaramente grazie agli incarichi che rivestono nel ministero, Gregory scrive: «Al Mibac ha governato il capo di gabinetto che, con la sua intraprendenza, ha emarginato anche il sottosegretario Francesco Giro». Affermazione ideata per mettere alla gogna Salvatore Nastasi, e corroborata subito dopo da una lode sperticata a favore di Roberto Cecchi: «Il nuovo ministro si faccia dare dagli uffici del Mibac, che oggi ha un segretario generale di alta professionalità, una mappa del patrimonio a rischio e si renderà conto di quale sia il baratro nel quale stiamo precipitando». Una guerra interna al ministero, quella narrata nel testo di Gregory, dove i vecchi lottano contro i giovani (in Italia, purtroppo, non si tratta di una novità), che è ben lontana dal desiderio di aiutare l'amministrazione pubblica. Ovviamente, la lettura del quotidiano di via Solferino ha scatenato molteplici letture, a cominciare da quella che vede in prima linea i dirigenti cari a ministri del passato quali Walter Veltroni e Giovanna Melandri, impegnati a continuare a gestire il potere ministeriale grazie agli amici intellettuali che occupano le colonne di giornali apparentemente «borghesi». A proposito. sopra al testo di Gregory appariva, con le sue teorie, un altro esponente della comunità degli intellettuali, Andrea Carandini, amico da sempre dell'ex ministro Francesco Rutelli: «Serve un restitutor», questa la sentenza dell'archeologo, che chiede un ministro «politicamente incisivo» ma che nello stesso tempo deve «amare la cultura almeno quanto la politica». Tutto questo mentre la Cgil, con il segretario Libero Rossi, a Campobasso ha detto che «forse è arrivato il tempo di chiudere il ministero». Intanto a via del Collegio Romano la vita continua, nonostante le critiche: Bondi ha avviato le procedure, per il conferimento del diploma di prima classe di benemerito della cultura e dell'arte con medaglia d'oro allo scrittore Eugenio Corti. E, soprattutto, è stato dato il via al commissariamento della Siae, dove sarà Gian Luigi Rondi a traghettare la società degli autori e degli editori legata al ministero per i beni e le attività culturali. Rondi, presidente del festival internazionale del cinema di Roma, già numero uno e commissario della Biennale di Venezia, direttore della Mostra del Cinema, direttore del Festival delle Nazioni di Taormina, oltre che critico, giornalista, saggista, operatore culturale, insegnante universitario. Prima di lui, tra il 1999 e il 2003, l'incarico di commissario era stato affidato all'attuale dg Rai Mauro Masi. Rondi accanto avrà, con il ruolo operativo di sub commissari, due avvocati poco più che quarantenni, Mario Stella Richter e Domenico Luca Scordino, soci di due studi legali di punta della capitale, uno specializzato nel diritto amministrativo (Richter) l'altro nel diritto societario (Ripa di Meana, di cui Scordino è socio). Entro il 31 dicembre del 2011, ovvero i nove mesi fissati dal provvedimento licenziato oggi dal consiglio dei ministri, commissario e sub commissari dovranno provvedere alla riforma dello Statuto, del regolamento generale della società e del regolamento elettorale. Nonchè approvare il bilancio e avviare il piano messo a punto in questi mesi dal direttore generale Gaetano Blandini (uno dei pochi punti sui quali le diverse anime della società si sono trovate d'accordo) per rilanciare la società fondata a Milano nel 1882. Conclusa questa fàse, si potrà avviare l'iter per nuove elezioni che, se tutto rimarrà nei tempi, potrebbero essere fissate entro giugno 2012.
Al Mibac già si contendono le sedie
Il ministro dei beni e delle attività culturali Sandro Bondi non è ancora andato via dal ministero, ma è partita la caccia alle poltrone. Il nuovo ministro sarà nominato in corsa e i dirigenti della Siae scalpitano. Il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo di Tullio Gregory che critica i dirigenti del ministero e chiede un ministro politicamente incisivo. La Cgil ha detto che forse è arrivato il tempo di chiudere il ministero. Intanto, il commissariamento della Siae è stato avviato e Gian Luigi Rondi sarà il commissario. Rondi sarà aiutato da due avvocati poco più che quarantenni.
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