Prendere tempo, tranquillizzare gli animi agitati dei responsabili e limitarsi (per ora) a risolvere le urgenze. A partire dalla nomina del nuovo ministro dei Beni culturali: a sostiture il dimissionario Sandro Bondi sarà probabilmente Giancarlo Galan, attuale titolare dell'Agricoltura. È la tabella di marcia che Silvio Berlusconi si è imposto e che è convinto di poter rispettare. La decisione assunta ieri dal Consiglio dei ministri, di prorogare di quattro mesi l'attuazione del federalismo fiscale, allontana definitivamente lo spettro di un rapido ritorno alle urne. Una significativa boccata d'ossigeno per il premier. Anche perché a proporre il rinvio è stata la Lega, su cui si appuntavano i maggiori sospetti di un'eventuale rottura dopo il via libera alla riforma federale. Il risultato è che da ieri è chiaro a tutti -maggioranza e opposizione - che la legislatura andrà avanti almeno per un altro anno, poiché l'approvazione a fine settembre del federalismo rende di fatto impraticabile il voto nel 2011 e probabilmente fino alla primavera del 2012. I Responsabili premono però per entrare nel governo. In pole position c'è Saverio Romano che punta all'Agricoltura. Un'ipotesi che Berlusconi sarebbe pronto a concretizzare a breve. Ieri il premier ha incontrato a Palazzo Grazioli Giancarlo Galan. L'attuale ministro dell'Agricoltura, pur «dispiaciuto», sembra aver acconsentito a traslocare ai Beni culturali. La sostituzione di Bondi viene infatti ritenuta prioritaria. E non solo perché il vuoto su un dicastero al centro di tante polemiche potrebbe essere controproducente, ma anche perché le dimissioni di Bondi erano annunciate da tempo e Berlusconi è stato il primo ad esserne informato. Se Bondi ha deciso di uscire allo scoperto è perché i tempi sono maturi per il cambio della guardia. Berlusconi però vuole evitare troppi giri di poltrone, almeno per il momento. «Le posizioni sono parecchie, perché ci sono ruoli di governo che devono essere rimpiazzati e sono cospicui e potrebbe avvenire in più soluzioni», conferma Massimo Corsaro, vice capogruppo vicario del Pdl alla Camera. Per ora il premier si limiterà alla nomina di Galan e alla sua sostituzione con Romano. Il presunto veto della Lega (smentito da Roberto Calderoli) sull'ex Udc all'Agricoltura è stato superato. E del resto, secondo il manuale Cencelli, entrambi i ministeri sono in quota Pdl e quindi il Carroccio non subirebbe un ridimensionamento. Quanto ai posti lasciati vacanti dai finiani, Berlusconi sembra invece intenzionato a soprassedere. Il premier avrebbe voluto aumentare le poltrone del sottogoverno per accontentare le varie componenti dei Responsabili, ma cosi non sarà. L'ipotesi di una legge per aumentare i posti di sottosegretario riproposta anche ieri dal premier in Cdm non sembra praticabile («Il Quirinale non vuole», sostengono nel Pdl) e non è vista bene neppure dalla Lega, che teme il giudizio negativo della sua base elettorale.