Due simboli della cultura italiana, il Colosseo e la Fenice di Venezia, «salvati» da due grandi nomi dell'imprenditoria nazionale. I continui, contestati tagli ai fondi statali per la cultura (dai musei e le aree archeologiche per arrivare a cinema, teatro e opera lirica, archivi) stanno producendo una forma contemporanea di nuovo mecenatismo. Diego Della Valle investirà 25 milioni di euro per il restauro completo dell'Anfiteatro Flavio con l'impegno di non «soffocare» il più famoso monumento dell'antichità con la pubblicità. E la famiglia Benetton ha appena confermato che nei prossimi quattro anni verserà 4 milioni di euro all'istituzione lirica veneziana coprendo così il buco di bilancio procurato dal taglio del Fondo unico dello Spettacolo, il famoso Fus, che si sta prosciugando di Finanziaria in Finanziaria. Le cifre sono note. Il ministero dei Beni culturali potrà contare, nel 2on, su una capacità di spesa pari ad appena lo 0,19 del Bilancio statale. Nel 2004 eravamo allo 0,34. Sempre poco. Ma non pochissimo, come oggi. Quindi assistiamo a un fenomeno insieme economico, politico e di costume. Da una parte lo Stato considera la Cultura come l'ultima ruota del proprio esercizio finanziario al punto da far immaginare che, nei prossimi anni, l'impegno economico basterà a stento per pagare solo gli stipendi dei dipendenti. Dall'altra parte c'è un mondo imprenditoriale consapevole, ben oltre gli slogan di maniera, che il nostro patrimonio culturale è davvero l'unica «industria» non delocalizzabile di questo nostro complesso Paese. Un settore che produce cultura ma anche indotto turistico e senso di appartenenza nazionale. In più c'è la possibilità da parte dello sponsor, prevista dagli accordi sul Colosseo, di usare il marchio del monumento. Tra i mille paradossi italiani ora c'è anche questo: uno Stato che spende sempre di meno per la cultura e gli imprenditori che investono sempre di più. L'importante è che il primo garantisca un quadro di regole certe (scientifiche e organizzative) per far agire i secondi nell'interesse di uno straordinario patrimonio.
Se in Italia tornano i mecenati. Dopo il Colosseo, "salvata" la Fenice
Il Colosseo e la Fenice di Venezia sono stati salvati grazie all'impegno di grandi nomi dell'imprenditoria nazionale. Diego Della Valle ha investito 25 milioni di euro per il restauro completo dell'Anfiteatro Flavio, mentre la famiglia Benetton ha confermato di versare 4 milioni di euro all'istituzione lirica veneziana nei prossimi quattro anni. Queste cifre sono un segno di un nuovo mecenatismo, che sostiene la cultura italiana. Tuttavia, il ministero dei Beni culturali ha un budget molto limitato, pari allo 0,19 del Bilancio statale, rispetto al 0,34 del 2004.
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