Marmi e dipinti, l'istituto apre per la prima volta La prima volta della Banca d'Italia. Scelta dal Fai per le Giornate di Primavera. Dunque nel tempio della Finanza si entra in visita guidata e si avvicina - di questo "palazzone" di via Dante tutto marmi, bronzi e rifiniture in oro, di cui si conosce appunto solo il salone aperto al pubblico - la vita artistica intima, la storia. Che è storia della città dei primi del Novecento, quando attorno all'attuale piazza De Ferrari e sul colle di Sant'Andrea, abbattute case e casupole, si progettava il nuovo centro economico di Genova, la Borsa, il Palazzo delle Poste, e la sede del Credito. Insomma un massiccio riassetto urbanistico. La Banca d'Italia fu progettata dal genovese ingegner De Gaetani. E inaugurata nel 1916. Ecco l'omaggio al potentato locale: «Sulla facciata, in corrispondenza della scritta Banca d'Italia che sovrasta il porticato corre una fascia di marmo: compaiono, alternati da metope, stemmi di alcune delle famiglie aristocratiche di Genova che hanno avuto un ruolo significativo nella storia della città. Azionisti, fondatori» così annota Marina Tornatore che in Banca d'Italia si sta occupando anche della preparazione delle due giornate di visite guidate, il 26 e 27 marzo, che vedranno impegnati i volontari del Fai, dalle 10 alle 18. Entrare nel salone aperto al pubblico è come impattare con il Fasto. Puro neoclassicismo accademico, dicono gli esperti. Un soffitto che sembra una piazza, decorato a stucco con pannelli di vetro colorato legato a piombo, che poggiano su un cornicione sorretto da colonne con elaborati capitelli. Marmi a profusione, grandi dipinti, di pittori ottocenteschi, disposti lungo i lati del salone, sotto le vetrate, che rappresentano momenti esemplari della magnitudo di Genova. Lo stesso palazzo sembra un omaggio alla Superba, assai più del palazzo del Credito, che è tutto sommato austero, quasi spartano, in confronto. Tredici tele e due tesori: le acqueforti su carta, della seconda metà del Seicento, rappresentanti episodi della vita di Enea e il seicentesco arazzo Gobelin della Sala del Consiglio, con "Il giudizio di Paride", di manifattura francese. Fortunatamente i1 palazzo è dotato di straordinarie difese anticrimine, fatte di strutture e di impianti che sono mantenuti in perfetta efficienza, ed è protetto dal presidio continuativo dell'Arma dei Carabinieri. Continuando la visita guidata si entrerà anche nel seminterrato, nella Sacristia dove ci sono oltre 4000 cassette di sicurezza ora non più in uso, ma restaurate. Luogo di fascino, non c'è che dire. Il servizio delle "cassette" era iniziato solamente il 1 gennaio 1922: il materiale proveniva da una ditta tedesca (Panzer di Berlino) che, allo scoppio della guerra, non ne aveva potuto completare la fornitura. Così la Banca d'Italia era riuscita a far concedere a un operaio specializzato un periodo di congedo dal servizio militare per terminare l'installazione della porta e di alcune serrature. Il servizio è terminato negli anni Settanta. Oggi è solo storia. Nell'ambito dell'iniziativa "Unità di Italia capolavori dell'Ottocento a Genova" organizzata dai musei comunali, il pubblico potrà accedere al salone tutti i giorni dalle 8.15 alle 13.30 per osservarne i dipinti; nel pomeriggio del 12 marzo il 9 aprile, il 14 maggio, l'11 giugno e i124 settembre verranno organizzate visite guidate limitate al salone (per informazioni consultare www.museidigenova.it).
Genova. La Banca d'Italia svela il suo tesoretto
La Banca d'Italia di Genova, progettata dall'ingegnere De Gaetani, è stata inaugurata nel 1916. Il palazzo è decorato con marmi, bronzi e rifiniture in oro, e ospita un salone aperto al pubblico con dipinti ottocenteschi e vetrate. La visita guidata include anche il seminterrato con la Sacristia, dove si trovano oltre 4000 cassette di sicurezza. Il servizio delle cassette è stato terminato negli anni Settanta. Nel corso delle Giornate di Primavera, il Fai offre visite guidate al palazzo, che includono l'accesso al salone e alla Sacristia. Il pubblico potrà accedere al salone tutti i giorni dalle 8.15 alle 13.
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