Primo riscontro alla ricerca di sponsor lanciata dal cardinale Sepe: la basilica affidata a una fondazione Il luogo di culto diventerà polo turistico, via d'accesso al sottosuolo e sala musicale «Napoletani, aiutateci a riaprire le chiese chiuse. Portateci i vostri progetti di recupero e di sviluppo di quei luoghi abbandonati, proveremo a condividerli e vi concederemo il comodato d'uso gratuito». Tre giorni fa il cardinale Crescenzio Sepe ha lanciato l'appello alla città, ieri c'è stata l'ufficializzazione del primo comodato: «La basilica della Pietrasanta ci è stata affidata in gestione. Ci occuperemo della manutenzione e ne rilancereremo l'uso come fulcro turistico, porta verso il sottosuolo e polo musicale nel cuore della Napoli storica», ha annunciato con entusiasmo la fondazione. Si tratta di un gruppo che comprende avvocati, commercialisti, uomini di lettere; il volano dell'iniziativa è stato Lello Iovine, inventore dell'hotel Neapolis e dell'associazione che, da sempre, si batte per la rivitalizzazione dei decumani e per la lotta alla malavita. Da un lustro ha avviato l'iter per ottenere la concessione della basilica, oggi finalmente ha portato a termine il percorso «e sono particolarmente felice. Non smetterò mai di ringraziare il cardinale Sepe per aver condiviso il mio entusiasmo. Il percorso che ha portato alla concessione in comodato è stato seguito con passione da padre Eduardo Parlato, il responsabile dei beni culturali della Curia. Un altro tassello determinante per questa svolta è stato il rettore della basilica, monsignor De Gregorio». La basilica della Pietrasanta si affaccia sulla piazzetta omonima nella quale svetta l'antico campanile romanico. Fondata nel 500 dopo Cristo, interamente ristrutturata dal Fanzago mille anni dopo, la basilica era stata abbandonata in epoca moderna: chiusa per lunghi anni divorata dall'incuria che causò crolli e sprofondamenti era in stato di profondo degrado. Divenne terra di conquista della malavita e dei piccoli delinquenti del luogo: sfondate le porte, all'interno della chiesa si svolgevano gare di motocross sopra gli altari e scavalcando i pezzi della storica «macchina delle 40 ore», una struttura interamente ricoperta da sfoglie d'oro che veniva utilizzata in occasione delle celebrazioni religiose e che, montata, superava i 35 metri d'altezza. Un progetto di restauro messo in atto dopo i crolli e gli sprofondamenti, ha restituito dignità alla basilica che, oggi, è agibile. La fondazione che ne prenderà la gestione si occuperà di restituirla alla definitiva bellezza antica, recuperando anche le tele attualmente custodite al museo di Capodimonte. La utilizzerà soprattutto per realizzare concerti, esperienza già effettuata con successo in quel luogo. La Pietrasanta diventerà un luogo vivo e costantemente aperto: all'interno ci saranno punti di informazione turistici e un percorso condurrà all'interno della cripta sottostante che sarà la porta verso un museo del medioevo (per il quale è già in movimento la macchina organizzativa) e per un innovativo tour nel sottosuolo aperto a tutti, comprese le persone della terza età e i disabili per i quali saranno previsti percorsi protetti e senza alcuna barriera architettonica. E pronta a rinascere, dunque, la basilica della Pietrasanta, la prima chiesa data in comodato d'uso nel periodo giubilare della città, la prima risposta all'appello del cardinale: «Aiutateci a riaprire le chiese di Napoli». La strada è già battuta.