Case Vip a prezzi stracciati: gli ex-soprintendenti Valentino, Lolli Ghetti e Lo Schiavo tra i beneficiari Appartamenti di 90 o 100 metri quadri affittati a cifre comprese tra 242 e 358 euro mensili. In qualche zona triste della periferia di chissà quale città? No, nel Giardino di Boboli! E allo stesso prezzo si ottiene anche il posto auto gratuito e il custode di sorveglianza 24 ore su 24. A beneficiare di simili, favorevoli trattamenti sono addirittura due ex-soprintendenti di Firenze - Domenico Valentino (che nel 2004 fu candidato alla poltrona di sindaco di Firenze) e Mario Lolli Ghetti, diventato poi direttore regione e direttore generale del Mibac. Se messi sul mercato gli stessi appartamenti frutterebbero 6 volte di più. Per non parlare di chi ha in affitto un appartamento di 90 mq (più altrii 108 mq di giardino) e paga ben 241 euro... FIRENZE. Un appartamento in via della Spiga o in Corso Sempione, a Milano, avranno anche il loro fascino, ma volete mettere abitare «dentro» il Giardino di Boboli? Non ha prezzo. Anzi, ce l'ha, ed è irrisorio. Insomma: città che vai (in questo caso, Firenze), Pio Albergo Trivulzio che trovi. Forse non tutti sanno che la Soprintendenza per i beni architettonici di Firenze, Prato e Pistoia - che ha sede a Palazzo Pitti - gestisce la bellezza di 72 appartamenti, 26 dei quali dentro il Giardino di Boboli. Ancor meno noto è che per tutti questi appartamenti i locatari pagano affitti bassissimi e, ancor peggio, alcuni di essi sono degli ex-soprintendenti - come Domenico Valentino, Mario Lolli Ghetti e Fulvia Lo Schiavo - che oggi si godono una dorata pensione. Altri appartamenti sono occupati da due soprintendenti in carica - Alessandra Marino e la collega che questa ha sostituito, Paola Grifoni - mentre una funzionaria, Francesca Nannelli, pur essendo «comandata» a Roma (lavora presso l'agenzia Arcus) mantiene egualmente il proprio appartamento in Boboli, che tra l'altro è il più grande (106 mq), per il quale paga un affitto mensile di ben 282 euro. La gestione di questi appartamenti di proprietà del Demanio (ce ne sono anche altri...) è concessa alla stessa Soprintendenza per i beni architettonici che la esercita, sin dal maggio 2005, attraverso un «regolamento» con norme in qualche caso discutibili. A cominciare dalla possibilità che tre ex-dirigenti (Lo Schiavo, Lolli Ghetti e Valentino) in pensione, possano continuare indisturbati a vivere in appartamenti del Demanio nonostante, quindi, non siano più alle dipendenze del Mibac. Com'è chiaro nella tabella che pubblichiamo, l'ex-soprintendente archeologica (ad interim) della Toscana, Fulvia Lo Schiavo, detiene un contratto di locazione di un appartamento di 80 mq, in Boboli, per il quale paga ben 231 euro al mese. L'ex-soprintendente (nonché ex-direttore regionale ed ex-direttore generale del Mibac) Lolli Ghetti, per 100 mq paga però 358 euro, mentre l'ex-soprintendente (ed ex-candidato sindaco di Firenze nel 2004) Domenico Valentino, per 90 mq paga un canone di affitto di 242 euro. Stiamo parlando di appartamenti che, per la loro posizione, se messi sul mercato frutterebbero - minimo - tra i 1500 e i 2mila euro di affitto mensile (dipende se hanno vedute sulla città o giardini annessi). Come appare evidente Valentino paga un quinto (o un sesto) di ciò che dovrebbe versare per un appartamento in affitto. Senza contare i benefit che nel contratto, evidentemente, non sono inclusi, come il posto auto - sempre disponibile dentro Boboli - e un custode di sorveglianza 24 ore su 24. In casi normali questi plus non avrebbero letteralmente prezzo. Ma c'è di più. Un funzionario delle Opere pubbliche, stavolta in servizio, per 101 mq, paga solo 269 euro, mentre un altro dipendente della soprintendenza, per 90 mq, paga 241 euro: peccato che, annessi all' appartamento di quest'ultimo, ci siano anche 108 mq di giardino. E siamo in Boboli. Per quanto riguarda le due soprintendenti - Marino e Grifoni - anch'esse pagano poco, ma in parte possono essere "giustificate" dall'essere in servizio. Però c'è un problema: se prendiamo in esame il suddetto «Regolamento per la determinazione del canone di concessione di alloggi demaniali del Ramo Storico Artistico in uso al personale del Mibac», l'articolo 9 prevede che la concessione sia revocata nel caso in cui «il concessionario sia trasferito stabilmente ad altra sede fuori dal Comune di Firenze o ad altro Comune limitrofo o si dimetta dal servizio presso l'Amministrazione dello Stato». In pratica l'ex-soprintendente di Firenze (e attuale soprintendente di Bologna) Paola Grifoni opera stabilmente lontano da Firenze, ma nonostante ciò mantiene la locazione in Boboli. Di tutta la questione si è occupato, nel giugno del 2010, il Segretariato Generale del Mibac attraverso un'ispezione alla fine della quale fu rilevato che «non si è provveduto alla determinazione e all'aggiornamento dei canoni di affitto e locazione degli immobili pubblici secondo [...] il fine dichiarato di porre rimedio a fenomeni di cattiva gestione del patrimonio pubblico» e invitò l'Amministrazione centrale a definire «linee guida univoche in materia al fine di eliminare o limitare l'oggettiva sperequazione indicata». Da allora è trascorso quasi un anno, ma non sembra siano stati presi provvedimenti.