Tav. L'allarme dell'architetto De Simone: le vibrazioni della talpa sono un pericolo La soprintendente: esami sulla stabilità di tutta la Galleria Tav, dopo i timori dei comitati per i danni agli edifici, uno studio avanza l'ipotesi di un pericolo per il David di Michelangelo. E' l'allarme lanciato dall'architetto padovano Fernando De Simone, allievo di Carlo Ludovico Ragghianti, (e raccolto dalla soprintendenza al polo museale fiorentino), che già in passato aveva ammonito Regione e Comune dei rischi derivanti dai lavori per il sottoattraversamento fiorentino dell'Alta Velocità ferroviaria. Rischi cui, secondo il tecnico, sarebbe esposta anche la Galleria dell'Accademia e, di conseguenza, il capolavoro rinascimentale. «A Firenze scrive De Simone il tunnel passerà da via Masaccio, a circa 600 metri dalla statua del David di Michelangelo, che come si sa, ha le caviglie piene di micro-fessure». Una situazione, secondo l'architetto, già precaria, indebolita dal traffico automobilistico della vicina piazza San Marco e dall'imponente flusso turistico (4,5 tonnellate per ogni gruppo di 60 turisti che si avvicina al capolavoro) che impone, secondo l'esperto, misure cautelative imminenti. «Se prima di iniziare i lavori di scavo, la statua non verrà trasferita, ci saranno seri rischi che, a causa delle vibrazioni, essa crolli». Non sembra esserci pace, quindi, per il giovane scolpito da Buonarroti: dopo il tira e molla tra Comune e Governo che negli ultimi mesi lo ha visto protagonista di una contesa per i diritti ora l'ipotesi di un nuovo «trasloco», dopo quello che, nel 1873, lo vide attraversare il centro storico dalla sua iniziale location di piazza della Signoria a quella attuale della tribuna della Galleria dell'Accademia. Una scelta, questa, fatta ironia della sorte proprio con l'intento di preservarlo. Oggi i rischi delineati dall'architetto padovano, sembrerebbero da non prendere sotto gamba anche secondo la soprintendenza che ha confermato di stare valutando la solidità dell'edificio che ospita la galleria dell'Accademia: «È in corso uno studio ha confermato la soprintendente al polo museale Cristina Acidini volto a stabilire anche quale grado di resistenza a sollecitazioni sismiche può avere questo edificio che certo non è moderno. Quando avremo un quadro diagnostico completo ed esatto potremo anche valutare se le vibrazioni potranno creare problemi al museo e alla statua». Insomma, i tecnici sono all'opera per valutare anche l'ipotesi Tav. E nel caso che le perizie restituissero un effettivo quadro di rischio? Acidini non si espone in ipotesi, rimandando l'eventualità al momento della diagnosi dell'esame in corso: «Consideriamo ha aggiunto che l'Accademia è un aggregato di più edifici e che comunque c'è un livello di complessità che ci impone di dover approfondire la questione. Con maggiore cognizione di causa potremo, nei prossimi tempi, valutare anche l'eventualità di problemi causati dalle vibrazioni dei treni dell'Alta Velocità». È di nuovo De Simone, però, a offrire la sua idea per salvare «capra e cavoli» «E preferibile conclude trasferire la statua in un museo sotterraneo appositamente costruito, che la protegga anche in caso di terremoto, e che permetta di poterla osservare da più punti di visione, ascendenti e discendenti, a spirale, come desiderava Michelangelo».