L 'allarme su un possibile crollo del David di Michelangelo lo aveva lanciato più di una volta l'architetto Fernando De Simone, già allievo di Carlo Ludovico Ragghianti e specialista in costruzioni sotterranee. Adesso l'esperto ha una ragione in più per insistere, che si chiama tunnel dei treni ad alta velocità: sette chilometri sotterranei che attraverseranno il centro di Firenze. «La galleria passerà a 600 metri dall'Accademia dove è custodito il capolavoro, già afflitto da microfessure alle caviglie spiega l'architetto e dunque le vibrazioni dei treni veloci, insieme a quelle del traffico e del calpestio dei visitatori, provocheranno il crollo. L'unico rimedio è trasferire la statua in un luogo sicuro, costruito con criteri antisismici». L'ipotesi De Simone non è stata accolta come insensata e ha aperto un dibattito. II critico d'arte Achille Bonito Oliva ha lanciato l'idea di un «consulto di esperti internazionale», Vittorio Sgarbi ha proposto di non iniziare i lavori per costruire il tunnel e Cristina Acidini, la sovrintendente del Polo museale fiorentino, ha chiesto di visionare lo studio di De Simone. Anche perché la Galleria dell'Accademia è sotto indagine con esperti che stanno valutando il rischio di sismicità. «La Galleria spiega Cristina Acidini è composta da più edifici ed è importante valutare i rischi sismici e quelli aggiuntivi, anche in rapporto al tracciato della Tav. Quando lo studio sarà completato, faremo le nostre valutazioni». Dunque le 5,57 tonnellate di marmo statuario del David potrebbero sbriciolarsi o comunque subire danni. «Anche perché le inevitabili vibrazioni spiega De Simone si sommano ad altri eventi traumatici, come le visite. Ogni 15 minuti il David deve sopportare 4,5 tonnellate di carichi per la presenza di gruppi di 6o visitatori che provocano oscillazioni del pavimento. A queste vanno poi aggiunte le vibrazioni provocate dal traffico. Immaginate che cosa potrebbe accadere quando partiranno i lavori per scavare il tunnel sotterraneo e poi quando i treni cominceranno a sfrecciare velocissimi».