Lo lancia larchitetto De Simone: "Caviglie fragili". Acidini: indagini in corso Il capolavoro del David di Michelangelo a rischio crollo per i lavori di scavo e i treni dellAlta velocità? Rispunta lallarme, lanciato già 5 anni fa, dal solito esperto di costruzioni sotterranee e architetto padovano Fernando De Simone. Che questa volta racconta di avere spedito il suo dossier al sindaco Matteo Renzi: «Mi ha detto che lo esaminerà. Ho sottolineato che a Firenze i tunnel Tav passeranno a circa 600 metri dallAccademia e , come si sa, il David ha le caviglie piene di micro-fessure. Se prima di iniziare i lavori di scavo, la statua non verrà trasferita, ci saranno seri rischi che, a causa delle vibrazioni, essa crolli». In più aggiunge De Simone, «quelle vibrazioni andrebbero a sommarsi a quelle dei visitatori e a quelle del traffico contiguo dei mezzi in transito a Piazza San Marco». Quindi conclude che «sarebbe meglio trasferirlo in un nuovo museo sotto terra». Proposta appunto già formulata dallesperto a Regione e Comune 5 anni fa. Un rischio davvero reale? Franca Falletti direttrice dellAccademia risponde: «Quei cretti alle caviglie del David ci sono dall800, vengono monitorati costantemente e attualmente stanno bene e non si muovono. Quanto allAlta velocità non ci sono studi, lo scavo mi sembra lontano e se mai il rischio andrà valutato da esperti di statica». La soprintendente Cristina Acidini aggiunge: «Sono in corso indagini sulla resistenza e sul rischio sismico non solo del David ma anche su tutto ledificio. Quando avremo i risultati faremo delle valutazioni. Ora non ho né elementi né osservazioni in merito alla Tav, e credo che eventualmente riguardino la nostra soprintendenza ai monumenti».