Casoria. Abusivismo edilizio: bloccate in extremis le ruspe, ieri mattina, già pronte per abbattere un manufatto di tre piani alla periferia cittadina. Una squadra interforze, formata da vigili urbani, carabinieri e polizia, è stata fermata quando già gli operai erano pronti per eseguire l'ordinanza di abbattimento della palazzina realizzata senza concessione edilizia e mai condonata. È stato il proprietario dell'edificio, che si trova in via Martiri d'Otranto, che ha presentato un'ordinanza di sospensiva emessa appena qualche giorno fa dal Tribunale amministrativo regionale e non ancora notificata al Comune di Casoria. Ma la scure contro il cemento selvaggio continuerà nelle prossime settimane ancora con più incisività e contro tutti quei fabbricati nei confronti dei quali sono state emesse ordinanze di abbattimento perché non rientranti nei vari condoni emanati dal governo. «Si continua a penalizzare chi ha realizzato abusi di necessità e non si interviene invece quando ci sono speculatori che con trucchi ed espedienti vari continuano a cementificare ogni area libera del territorio, soprattutto le periferie», affermano alcuni proprietari ai quali non sono serviti finora i ricorsi per bloccare definitivamente le ruspe. A Casoria, gli abusi sono tanti e vanno avanti da decenni, da quando palazzinari senza scrupoli hanno incominciato ad assalire gli ultimi fazzoletti di terreno liberi per speculazioni edilizie senza limiti, realizzando mostri di cemento e privando la città di servizi e infrastrutture indispensabili. E c'è una faccia di abusivismo che molti fanno finta di non notare e che sicuramente non rientra in quegli abusi cosiddetti di necessità che molti lamentano. Ci sono palazzoni anonimi, uno uguale all'altro e spesso senza soluzione di continuità, realizzati infatti con l'escamotage di creare uffici e servizi e invece trasformati poi in alloggi privati, ricchi di ogni comfort. Sulla carta la città di Casoria paradossalmente rischia di avere più uffici del centro direzionale di Poggioreale, ma la realtà è un tantino diversa: gli alloggi sono a tutti gli effetti confortevoli appartamenti, acquistati dalle famiglie pure con la consapevolezza del «difetto» della destinazione d'uso ma con la speranza poi che arrivi qualche condono per mettere tutto a posto. Ovviamente dietro quest'altra faccia dell'abusivismo in città si nasconderebbe, secondo alcuni, la mancanza di controlli e verifiche accurate in corso d'opera da parte di chi è deputato ad accertare che tutto avvenga secondo autorizzazione. «Il nostro dovere l'abbiamo sempre fatto e continuerà con la stessa assiduità e scrupolosità di sempre fino all'ultimazione dei lavori. Quello che avviene dopo purtroppo non sempre riusciamo a scoprirlo, anche perché a quel punto ci vorrebbero ispezioni quotidiane», fanno rilevare i tecnici del Palazzo di piazza Domenico Cirillo, che respingono ogni tipo di accusa. Per il manufatto di via Martiri d'Otranto, intanto, il cui abbattimento previsto per ieri e momentaneamente sospeso dal Tribunale amministrativo regionale, ora, garantiscono al Comune, verranno fatti tutti i dovuti passaggi legali per riprendere l'iter e arrivare a reprimere definitivamente l'abuso.