La parola all'aula. Oggi in consiglio regionale inizia l'esame della legge anti-condono. Per approvarla c'è tempo fino alla mezzanotte di venerdì 12. Oltre quel muro, scatta il condono voluto dal governo. La corsa è a ostacoli, ma non è una sorpresa. Ieri, il vertice di maggioranza non ha prodotto un accordo, se non su due punti: l'assessore Di Lello si è impegnato ad accogliere la proposta della Margherita per snellire le procedure dei vecchi condoni e un'altra di Simeone (Sdi) per ridurre del 50 per cento l'oblazione per la prima casa. Sul resto, le posizioni restano distanti. «Grandi margini di mediazione non ne vedo», ammette Di Lello, intenzionato più che mai a mantenere rigida l'impalcatura della legge e confortato su questa linea anche dalle parole di Bassolino. «Quella sul condono - ha detto il presidente della Regione - è una delle battaglie per la legalità. La portiamo avanti, e tutto deve avvenire alla luce del sole. Davanti ai cittadini ognuno esprimerà la propria opinione, farà le sue scelte assumendosi le relative responsabilità». Il vertice di ieri non ha fatto che ribadire posizioni già note. Intransigenti e compatti sono Ds, Verdi, Pdci. «Su un territorio martoriato come quello campano non può esservi alcun condono edilizio. Il disegno di legge proposto dalla giunta già costituisce una buona mediazione rispetto alla legge nazionale», dice il diessino Antonio Amato, ribadendo così il no della Quercia alla proposta di alcuni settori della maggioranza (e del centrodestra) di far rientrare nella sanatoria gli abusi di necessità. I maggiori maldipancia stanno nella Margherita. Sul condono edilizio il coordinatore regionale De Mita ha chiesto ai suoi di blindare il testo e votare la legge Di Lello senza modificarla. Ma nel partito, soprattutto in provincia di Napoli, le spinte contrarie non mancano, dai territori le pressioni sono massicce. I sindaci chiedono la sanatoria per gli abusi di necessità e l'ampliamento delle volumetrie sanabili mentre i primi cittadini dei comuni della zona rossa (la Margherita ne ha nove su diciotto) protestano perchè esclusi da qualsiasi tipo di condono. Stamane, si riunisce il gruppo, ma sia il capogruppo De Luca sia il vicepresidente della giunta Valiante hanno già sollecitato un atteggiamento coerente alla legge che vieta nella zona rossa qualsiasi costruzione. Nello Sdi, Simeone conferma i propri emedamenti e lo stesso fanno l'Udeur e Dfc. «Se una legge dello Stato e una sentenza della Corte Costituzionale ne danno la possibilità - sostiene Lubritto (Dfc) è giusto consentire ai cittadini che hanno compiuto opere abusive per necessità di condonarle, così come è necessario coinvolgere direttamente i sindaci e gli amministratori locali nella applicazione della legge». Quanto alla posizione della Casa delle Libertà, si annuncia una dura opposizione al testo della giunta con oltre duecento emendamenti di Alleanza nazionale e altrettanti di di Forza Italia e Udc. «Il condono edilizio, al di là delle necessità finanziarie connesse - sostiene il capogruppo forzista Bianco - è un provvedimento reso assolutamente necessario dalla miopia di certa normativa urbanistica. E non è un caso che è atteso da milioni di piccoli proprietari, soprattutto per i piccoli abusi di necessità». Ma Di Lello non si scompone. «Nel merito non si tratta - ripete l'assessore - ma mi appello al senso istituzionale della Cdl. L'ostruzionismo? Il Consiglio ha l'obbligo di esprimersi, poi se vuole può anche modificare e bocciare la legge. L'assemblea è sovrana».
CAMPANIA Condono in aula, è corsa contro il tempo
Il Consiglio regionale della Campania si riunisce per esaminare la legge anti-condono. La legge, proposta dalla giunta, prevede la sanatoria per gli abusi di necessità e la riduzione dell'oblazione per la prima casa. Tuttavia, il vertice di maggioranza non ha prodotto un accordo, e le posizioni restano distanti. Il presidente della Regione, Bassolino, ha ribadito la sua posizione intransigente e ha chiesto ai cittadini di esprimere la propria opinione. Il disegno di legge è stato criticato da alcuni partiti, come il Pdci e il Verdi, che hanno chiesto di snellire le procedure dei vecchi condoni.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo