EVENTI. I materiali daranno vita a una narrazione. Molte le curiosità: dal menu di Garibaldi al Due Torri, agli avvisi per il cagnolino smarrito dall'imperatrice d'Austria Risorgimento, il museo rivive per 4 mesi All'ex Arsenale dal 13 maggio cimeli, foto e documenti veronesi racconteranno fatti e personaggi della lotta per l'indipendenza Il museo del Risorgimento risorge. Solo per quattro mesi, però. La durata cioé della mostra che verrà allestita all'ex Arsenale in occasione delle celebrazioni cittadine per i 150 anni di unità nazionale. Cimeli, armi e documenti da decenni conservati a Castelvecchio rivedranno la luce dal 13 maggio all'11 settembre. E il 17 giugno, con ogni probabilità, all'ex Arsenale farà tappa il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in visita ufficiale alla città. La mostra, promossa da Palazzo Barbieri con la collaborazione dei principali enti culturali cittadini, è giocata su due chiavi: il legame tra la città e la sua storia e la realizzazione di un percorso narrativo vivace e scenografico. Per certi versi divertente. Nel senso che i curatori, pur dovendo fare i conti con un budget risicatissimo, stanno lavorando a un racconto evocativo nei quali oggetti, documenti e cimeli ritrovano vita. Arricchiti da un corredo di foto e di video. IL TITOLO. Il nome stesso della mostra evoca la storia e le vicissitudini dei cimeli conservati a Castelvecchio: «Il museo del Risorgimento - Verona dagli Asburgo al Regno d'Italia». «Vogliamo che il visitatore abbia l'impressione di entrare in un libro illustrato», spiega il dottor Ettore Napione, curatore, «non è una mostra storiografica che sostiene una tesi. È un racconto di fatti e personaggi costruito con quanto è conservato a Castelvecchio. E' un percorso ricco di curiosità e di spigolature da visitare divertendosi». Il racconto si articola su una decina di sezioni. Saranno esposte armi, divise, stampe, avvisi. E molte curiosità. Nessuna teca polverosa, però. Anzi, ogni oggetto ritroverà un proprio contesto e una propria vita. Un esempio? Il manifesto del 1822 con l'avviso che l'imperatrice ha smarrito il cagnolino, viene posto al centro del percorso, con accanto una foto d'epoca di un cane. E il visitatore ci si imbatte come in città ci si imbatte, oggigiorno, in un avviso di smarrimento. LE ARMI. Nessun vecchio scaffale tarlato neppure per le armi. Fucili e moschetti austriaci vengono disposti come armi di un plotone d'esecuzione. In fondo alla sala il quadro della fucilazione di Luigi Lenotti. «L'impostazione è da libro illustrato», dice Napione, «il visitatore entra e incontra alcune delle figure che appartengono all'immaginario popolare. In apertura, per esempio, l'Austria è evocata dalla figura della principessa Sissi, Elisabetta Amalia di Baviera, che fu a Verona nel 1822 con Francesco Giuseppe. Sissi evoca tutto un immaginario legato all'impero asburgico a cui Verona apparteneva. Verranno proiettate in continuazione le sequenze del valzer del film con Romy Schneider». Il tema della sezione successiva sarà Radetzky: il nemico. Si parlerà dell'organizzazione del Quadrilatero, il sistema difensivo austriaco basato sulle quattro città-fortezza (Verona, Mantova, Peschiera e Legnago). E poi ci sarà l'Austria oppressiva, l'Austria dei divieti con gli avvisi che proibivano ad esempio riunioni e uscite serali. «Poi si arriva al 1848, anno cruciale», spiega ancora Napione, «con al centro la figura di Pio IX, il papa che da principio sembrava avere un atteggiamento antiasburgico». Qui vengono ricordate le figure veronesi: Aleardo Aleardi, Francesco Betteloni, Caterina Bon Brenzoni. I VERONESI. Una sezione ricorderà i cinque garibaldini partiti dalla nostra città. Con tanto di foto scattata all'epoca da Alessandro Pavia: alla partenza della spedizione il fotografo genovese immortalò, uno per uno, tutti i "mille" di Garibaldi. Che poi erano 1160. «Oggi a qualcuno la loro scelta sembra follia», osserva lo studioso, «partivano per unirsi a un migliaio di persone contro un esercito di ventimila soldati. Ma al di là delle polemiche a posteriori, è evidente che dell'Austria quella gente non ne poteva più. E' inutile giudicare la loro mentalità con quella di adesso». E poi le molte curiosità. C'è il menù offerto a Garibaldi nel 1867 quando venne in visita ufficiale in città e fu ospitato all'hotel Due Torri. Molti anche i contributi materiali arrivati da altri enti. Dal museo Fioroni di Legnago arriva una maschera funebre di Mazzini, conservata in un reliquario. L'oggetto è macabro ma rende bene l'idea di «religione della patria». E sempre da Legnago: una teca con un ciuffo di capelli di Garibaldi. ARCHEOLOGIA. Dal museo di Storia naturale arriva un quadernetto con gli appunti e i disegni di un tenente dell'esercito austriaco di stanza a Peschiera. Era preposto a seguire gli scavi archeologici per l'esercito: durante la realizzazione della fortezza emersero infatti oggetti dell'età del Bronzo. E poi c'è il tavolino sul quale il 6 ottobre 1866 fu uccisa da un austriaco con una baionetta Carlotta Aschieri, giovane e incinta. Verrà ricostruito l'ambiente di un bar dell'epoca. In primo piano una baionetta austriaca. Sullo sfondo il quadro di Pietro Rossi che raffigura l'assassinio. «Che pubblico ci aspettiamo? La mostra è ancorata alla storia veronese», risponde Napione, «per cui speriamo che in Arsenale d'estate ci vengano soprattutto i veronesi. Potenzialmente può interessare anche il turista qualsiasi. Stiamo pensando anche ad aperture serali speciali. L'idea è di riappropriarsi dell'Arsenale ricordando che quell'area è una ex caserma austriaca e che, in questo senso, è anche un monumento risorgimentale».
VERONA - Risorgimento, il museo rivive per 4 mesi
Il museo del Risorgimento di Verona, promosso da Palazzo Barbieri con la collaborazione dei principali enti culturali cittadini, sarà allestito all'ex Arsenale dal 13 maggio all'11 settembre. La mostra è giocata su due chiavi: il legame tra la città e la sua storia e la realizzazione di un percorso narrativo vivace e scenografico. Il visitatore sarà guidato attraverso una decina di sezioni, ognuna con un proprio contesto e una propria vita. Saranno esposte armi, divise, stampe, avvisi e molte curiosità. La mostra è stata curata dal dottor Ettore Napione e sarà aperta anche alle aperture serali speciali.
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