Per Dario Neira lapproccio allopera è insieme clinico ed emozionale. Cè prima di tutto laspetto organico del lavoro artistico, il suo essere una sostanza vivente, fatta di materiali, forma, reazione e umori, fisici e no. Dario Neira, artista ma anche medico, lavora su un crinale in cui la vita sta in bilico tra materia e spirito. Uno contenuto nellaltra, corpo con dentro lanima. In questi giorni presenta una doppia personale al Pav con lartista Marta De Menezes. «Cinque installazioni che utilizzano linguaggi diversi, in ognuna il materiale impiegato veicola il concetto - racconta lartista - Ruotano però tutti attorno a una triplice componente, sempre attiva nelle mie opere, e cioè larte, il sacro e la scienza». Cè un video che parla del sangue con le parole di Roland Barthes: il sangue è un ultracorpo, unultranudità. Uninstallazione sonora che riprende la voce di Pasolini per farle pronunciare parole semplici e fondamentali, come cielo, acqua e case. Insieme un ricamo su garza chirurgica in fili riassorbibili che presenta temporaneamente la scritta «forever». Poi un autoritratto in forma di paesaggio, in una sovrapposizione di immagini di risonanze magnetiche sul suo corpo. Biotecnologie ed epigenetica diventano nuovi mezzi di pratica artistica.