Il capo della Curia non entra nel merito del contenzioso tra Comune e esperto fiorentino Il vescovo: «Restauro urgente» Il vescovo Pietro Meloni invita a superare le incomprensioni: «Bisogna restaurare la statua al più presto». Il restauratore Nicola Salvioli minaccia un contenzioso se non gli saranno pagati i lavori già eseguiti, il Comune sostiene che per ottenere il nullaosta della Soprintendenza sono necessari progetti e non una semplice indagine conoscitiva dello stato dell'arte. La polemica è dell'altro ieri e il rischio è che i lavori di recupero slittino ancora. Cosa che sembra non piacere a nessuno. Tutto - quindi - sarebbe legato alle decisioni della Soprintendenza, che non autorizzerebbe i lavori per questioni tecniche. In piazza Santa Maria della Neve tengono le distanze da polemiche e incomprensioni. Semmai invitano a ritrovare la serenità, perché la statua del Redentore ha un significato anche sacro di cui si deve tenere conto senza tentennamenti. IL VESCOVO. «Noi non c'entriamo, ma vorremmo che per il restauro si facesse in fretta e bene, in ossequio al significato religioso che il monumento ha da 110 anni per tutta la Sardegna». Il vescovo, monsignor Pietro Meloni, fuori Nuoro per qualche giorno, invita tutti alla cautela. E ribadisce l'appello fatto il giorno della festa del Redentore, all'ombra della statua in cima all'Ortobene: «Il restauro deve essere un momento di unione», dice il prelato: «Occorre superare i momenti di eventuale contrasto e trovare la chiave per convincere la Soprintendenza a concedere i necessari nullaosta. Al mio rientro in città cercherò di conoscere più approfonditamente la vicenda. Un fatto è certo», conclude il vescovo Meloni: «La statua non può restare così». Parole condivise anche dal suo vicario, monsignor Salvatore Floris: «Sarebbe come commettere un torto verso tutto un popolo, verso la Sardegna intera». I CONTI CORRENTI. Il Vescovo Meloni ricorda che la Curia ha promosso l'apertura di un conto corrente per reperire le risorse mancanti per l'intervento di restauro. Come mai il conto non è stato aperto assieme al Comune? «E' giusto che ci siano più iniziative, non significa niente che i conti siano separati: alla fine il ricavato confluirà per l'obiettivo verso cui tutti ambiamo. Mi risulta che anche diverse corali stiano effettuando concerti proprio per cercare di raccogliere fondi».