La scommessa vinta del Maxxi. Oltre mille visitatori al giorno A nove mesi dall'apertura il bilancio del presidente Pio Baldi il Maxxi entra nel suo decimo mese di vita. Dopo la grande apertura a fine maggio dell'anno scorso e le perplessità sulla nascita di un così grande e costoso museo statale d'arte contemporanea, si può fare un punto della situazione. Nella grande sala-ufficio al secondo piano del museo brulicano tecnici, amministrativi, grafici, addetti stampa e curatori, si aggirano schivando a slalom i .paraventi di carta. Pio Baldi, presidente della Fondazione, seduto alla sua scrivania infondo all'open space, sa che il museo sta vivendo ancora l'onda lunga della novità, un'onda al momento non sembra esaurirsi: «Ci stiamo avvicinando alla previ-sione più ottimistica che avevamo fatto quando abbiamo aperto, sognavamo 400mila visitatori nei primi 12 mesi, ad oggi siamo già a quasi 300mila con una media giornaliera di 1125» . Il museo è costato in totale 150 milioni erogati in 10 anni di gestazione. Il contributo annuale statale per il 2011, diminuito rispetto all'anno precedente, è di 2 milioni che saranno erogati tramite la Spa Arcus, più circa 1 milione come fondo di gestione stabilito dalla legge 23799 (la legge che ha anche istituito il museo) e 800 mila euro per l'acquisto di opere d'arte secondo la legge 292001. «Il dato più importante che emerge dai nostri conti è la previsione per il prossimo anno di dipendere solo per metà dai contributi pubblici - spiega Baldi - Se per il 2010 abbiamo avuto un rapporto di circa i175 di spese sostenute con budget statale e un 25 generato dai ricavi del museo (royalties, vendita locali commerciali, concessioni e sbigliettamento), per il 2011 prevediamo di arrivare a 50 e 50». In totale al museo servono circa 10 milioni per mantenersi, di cui circa 2 milioni e mezzo solo per manutenzione degli impianti, bollette e costo del personale (circa 50 collaboratori, in gran parte contrattualizzati a progetto). Vanno molto bene iniziative come le lezioni di storia dell'arte che si svolgono nell'auditorium al costo di 4 euro: i 6 incontri svolti fino ad oggi hanno registrato praticamente il tutto esaurito nella sala da 200 posti. Per un incontro come quello su Pier Luigi Nervi e l'architettura delle Olimpiadi a Roma, argomento sicuramente di nicchia che rendeva cauti anche gli organizzatori, sono affluite persone di ogni età rimaste ad ascoltare anche in piedi. La didattica invece ha organizzato circa 700 visite, con un totale di 15mila partecipanti. Baldi spiega anche la politica delle co-produzioni: «Per una mostra come quella di Pistoletto, realizzata in collaborazione col Philadelphia Museum of Art, riusciamo a spendere meno di quanto ci sarebbe costata un'iniziativa autonoma, anche se non esattamente la metà perché bisogna aggiungere costi di trasporto e allestimento. E così per le altre operazioni di collaborazione per esempio col Moma di New York e col Macba di Barcellona. E poi, oltre al risparmio, è importante per il Maxxi affiliarsi a istituzione di grande prestigio internazionale». Gli sponsor contribuiscono in maniera determinante ai ricavi del museo, il Max:d attualmente ha contratti pluriennali con Telecom, Bmw, Gioco del Lotto ed è in trattative con ulteriori investitori. La scorsa settimana è stata aperta anche la nuova struttura Maxxi Base - Biblioteca, archivi, studi, editoria - centro di ricerca del museo con oltre 10mila volumi consultabili a presa diretta, 40 postazioni computer, riviste specializzate, l'intero database dei documenti del Maxxi. A breve sarà pronto anche il ristorante affidato, mediante un concorso online votato dagli utenti, alla società Relais Le Jardin- con un contratto di 6 anni più 6.