I vigili intenti a ispezionare il sottosuolo, nei cunicoli al di sotto della casa dei Gerolamini, si sono imbattuti nel ponte più antico della città di Napoli, realizzato da ignoti architetti in età romana. La struttura, che ha più di 2000 anni e fu scoperta negli anni '60 da Clemente Esposito, pioniere della speleologia urbana di Napoli, torna ora alla luce. Il sottosuolo tra misteri e tesori ecco il ponte più antico di Napoli Costruito dai Romani, riscoperto dai vigili del fuoco durante una esercitazione Nel chiostro dei Gerolamini c'è una insolita animazione: sul pozzo è montata una carrucola, corde e cavi sono penzoloni sul vuoto, al servizio dei vigili del fuoco che stanno ispezionando il sottosuolo. Hanno una videocamera per riprendere i luoghi; è collegata a un monitor che mostra in diretta le immagini di quel che accade nelle viscere della città. D'un tratto dal fondo del pozzo rimbomba una voce: «Andate al monitor, non crederete ai vostri occhi». I vigili del fuoco si radunano di fronte ai video, la telecamera si muove lentamente. Dal buio si materializza un ponte: gli improvvisati operatori indugiano sui particolari. Il gruppo radunato in superficie ha un sussulto: «E' bellissimo. Cos'è?». Quella costruzione riscoperta nei cunicoli al di sotto della casa dei Gerolamini è il ponte più antico della città di Napoli. Venne realizzato da ignoti architetti in epoca romana, è in piedi da più di duemila anni: ha resistito a guerre, terremoti e sommosse solo perché era nascosto nel cuore della città. Oggi torna alla luce (delle torce elettriche), grazie all'ispezione realizzata dai vigili del fuoco. Si tratta di una struttura della quale gli speleologi conoscevano l'esistenza. Venne scoperto negli anni '60 da Clemente Esposito, il pioniere della speleologia urbana di Napoli. Di recente è stato fotografato anche dagli esperti del team internazionale «La Salle» che, con l'ausilio degli speleo napoletani de «La Macchina del Tempo» hanno realizzato scatti tridimensionali che faranno parte di una mostra sul sottosuolo mondiale. Fino a ieri, però, era un luogo per «iniziati». Adesso, grazie all'ultima missione dei vigili del fuoco di Napoli, diventa un bene noto a tutti. L'ispezione è stata effettuata dal gruppo sommozzatori e dal nucleo Saf (speleo-alpino-fluviale). L'operazione rientra nelle attività di addestramento che i pompieri, soprattutto quelli dei reparti speciali, effettuano periodicamente. In questo caso i circa venti uomini che hanno preso parte al sopralluogo sotto al chiostro dei Gerolamini erano tutti fuori servizio: pur di mantenere costante l'addestramento per non farsi trovare impreparati in caso di necessità, rinunciano ai momenti di libertà e si sottopongono a lunghe ore di preparazione, prima di entrare ufficialmente in servizio permettersi a disposizione della comunità. Attualmente i vigili del fuoco sono alla ricerca di una cavità sotterranea allagata dove mettersi alla prova per operazioni di soccorso particolarmente difficili. Sotto al chiostro dei Gerolamini hanno trovato la cavità allagata: si tratta di un ramo dell'antichissimo acquedotto della «Bolla» nel quale ancora oggi ci sono cisterne piene d'acqua per circa tre metri. Non è più, naturalmente, l'acqua che proviene dalle fonti e incanalata nei sottoservizi: si tratta di allagamenti dovuti all'acqua piovana che penetra attraverso i pozzi o si infiltra nelle cavità tramite altri percorsi al di sotto dell'asfalto e delle caditoie. Purtroppo anche in quella zona, come in tante altre cavità della città, ci sono anche cumuli di immondizia e resti di rifiuti edili che hanno completamente ostruito una parte dei cunicoli e che impediscono una esplorazione completa dell'intero acquedotto. Salvo e incredibilmente pulito, invece, lo storico ponticello. La struttura appare solida e la posa in opera è stata eseguita con maestria tanto che non sono visibili i segni dell'unione fra le varie parti in pietra. I vigili del fuoco sono rimasti estasiati per quella (ri)scoperta, la comunità degli amanti del sottosuolo scalpita: tutti vorrebbero vedere il ponte più antico della città di Napoli. Per adesso bisogna accontentarsi delle foto, e del video che sarà pubblicato anche sul sito del nostro giornale (www.ilmattino.it): sono immagini affascinanti, nonostante il tremolio della telecamera che fa trasparire l'emozione di chi le ha girate: anche i vigili del fuoco, eroi dei nostri giorni, si emozionano di fronte a un pezzo di storia.
Il Mattino
2 Marzo 2011
Napoli. Tesori del sottosuolo, ecco il ponte più antico di Napoli
PA
Paolo Barbuto
Il Mattino
I vigili del fuoco di Napoli hanno scoperto un ponte romano nel sottosuolo della casa dei Gerolamini. La struttura, che ha più di 2000 anni, è stata scoperta negli anni '60 da Clemente Esposito, un pioniere della speleologia urbana di Napoli. Il ponte è stato realizzato da ignoti architetti in età romana e ha resistito a guerre, terremoti e sommosse. Oggi, grazie all'ispezione dei vigili del fuoco, è tornato alla luce. La struttura è stata scoperta in un ramo dell'antichissimo acquedotto della Bolla, dove ci sono cisterne piene d'acqua.
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