Il figlio di Mario: «Questa collezione può diventare un centro di produzione musicale» CREMONA Buon sangue non mente. Due anni fa è morto suo padre, il mitico Mario Maggi, che di strumenti lui li chiamava «figli acquisiti» ne aveva raccolti 250. Ma la tradizione di famiglia non si è spenta e Sergio Maggi di strumenti ne ha già diverse decine, antichi e moderni, ad arco e a fiato, occidentali o esotici, acquistati nei quattro angoli del mondo o costruiti da lui, alcuni rarissimi e originalissimi. Perché, come il padre, se non li trova li fa da se nel laboratorio sotto casa. Ora Maggi jr. si è deciso a rendere meno egoistica la sua scelta e a condividere la sua passione con altri musicisti. «L'idea è quella di rendere questa collezione un centro di produzione musicale spiega di mettere a disposizione gli strumenti a musicisti che ne abbiano bisogno e che siano in grado di valorizzarli». Un museo che non rimane dunque fine a se stesso ma che si fa pro-motore di musica, che è poi la destinazione fisiologica di ogni strumento. «Un mio violoncello a cinque corde è già in uso a Gioele Gusberti e altri strumenti ad arco sono in comodato d'uso all'ensemble Il Continuo di Isidoro Gusberti», prosegue. Quella di Maggi e davvero una casa della musica e gli strumenti si trovano da tutte le parti persino nascosti nell'armadio. La parte del leone è giocata dai violoncelli, essendo il padrone di casa un violoncellista. Degno di nota un 'cello' di Luigi Digiuni, buon liutaio cremonese di quel Novecento storico oggi in forte rivalutazione. «Me l'ha donato la moglie violoncellista Franco Pugliese confida Maggi sapendo che il marito era molto affezionato a me». In sala campeggia un affascinante grammofono d'inizio Novecento: «E un altro regalo, questa volta di Nunzio Anselmi, mitico segretario della Società Concerti di Cremona». Notevoli anche un mandolino di Raffaele Calace datato 1925 e una chitarra di Aristide Cavalli del 1907. Poi strumenti a fiato africani in mezzo a viole da gamba barocche, la fisarmonica di un viandante assieme a un raro organetto di barberia trovato da un antiquario a Ischia. Maggi ha suonato il violoncello nella Camerata, dove suonava anche il padre, e in numerosi altri gruppi. La passione per la liuteria gli è stata trasmessa da papà Mario e pur non esercitandola a livello professionale Sergio Maggi ha vinto importanti concorsi, tra cui l'ultima edizione del Concorso di Pisogne con una magnifica ghironda come confermano il presidente della rassegna bresciana Gualtiero Nicolini e il musicista Claudio Demicheli, che ci hanno accompagnato nella visita alla casa-museo. Ora davanti a Maggi ci sono due sfide: la ricostruzione della lira da gamba di Gasparo da Salò e soprattutto della lire organisée, rarissimo strumento scovato tra le pagine dell'Encyclopédie di Diderot e D'Alembert. I primi pezzi sono già sul tavolo da lavoro.