Armani vuole lasciare un'orma immortale a Milano costruendo un museo che ripercorra le tappe principali della sua carriera. Piacentino d'origine, Giorgio Armani è forse lo stilista che più ha fatto per il capoluogo lombardo. Dal contributo al restauro di Villa Necchi al consistente investimento nell'area Nestlé, dalla fondamentale presenza nel team di basket locale alla creazione di un hotel all'avanguardia in via Manzoni, dai due ristoranti nel Quadrilatero al club privé più ambito dai giovani mondani. Solo un museo mancava all'appello. La proposta è stata accolta favorevolmente dall'assessore alla cultura Massimiliano Finazzer Flory. Probabilmente già in settembre sarà inaugurato un nuovo spazio espositivo interamente dedicato allo stilista che donerà abiti, accessori, disegni, bozzetti, stoffe. È ancora incerto il luogo che ospiterà il museo. S'era pensato a Palazzo Morando in via Sant'Andrea, ipotesi poi scartata perché utilizzato in genere solo per esposizioni temporanee e non conoscono, quindi, per una mostra permanente. Gran finale per la settimana di Milano Collezioni: cultura e moda a chiudere in bellezza, più che mai all'insegna del dialogo e dell'intreccio tra passerella e arte. Protagonista assoluta dell'ultima giornata è stata la Maison Armani, con un défilé assai applaudito e ospiti di riguardo in prima fila, anche se la notizia di maggior rilievo riguarda una struttura alla quale re Giorgio tiene particolarmente: la nascita di un museo, che ricordi e rievochi tutto il suo mondo e l'inconfondibile design. Se ne parlava da tempo, ma solo nelle ultime ore sono stati fatti concreti passi in avanti. Del resto Giorgio Armani è lo stilista, sebbene piacentino doc, che ha più legato con l'ambiente meneghino. Si è sempre esposto, impegnandosi personalmente, al contrario di altri suoi colleghi, in più di un'occasione. Dal contributo al restauro di Villa Necchi al consistente investimento nell'area Nestlé, dalla fondamentale presenza nel team di basket locale alla creazione di un hotel all'avanguardia in via Manzoni, dai due ristoranti nel Quadrilatero al club privé più ambito dai giovani mondani. E risulta, quindi, ovvio che volesse lasciare un ricordo permanente in città del suo lavoro. Finalmente, dopo una lunga gestazione, l'assessore alla cultura Massimiliano Finazzer Flory ha annunciato l'attesa fumata bianca sul progetto del Museo Armani. Lo stilista e l'assessore si sono incontrati più volte nell'ultimo periodo e l'accordo è stato raggiunto: re Giorgio si è offerto di donare alla cittadinanza una serie di esemplari storici per ripercorrere la sua lunga carriera. Abiti di scena, alta moda e prêt-à-porter. Disegni, bozzetti, stoffe e vestiti dagli anni Settanta ad oggi, più accessori, e altro materiale, per allestire un elegante spazio monografico. Dovrebbero anche rientrare opere di design e oggetti per la casa e il tempo libero. I lavori potrebbero iniziare a breve e c'è già chi parla di settembre come ipotetica data d'inaugurazione; l'importante ora è accordarsi sulla scelta della location definitiva. Inizialmente si era pensato al prestigioso Palazzo Morando di via Sant'Andrea, ma essendo un polo espositivo non poteva garantire una presenza permanente delle collezioni. L'assessore Finazzer Flory è, comunque, assolutamente ottimista e con i suoi collaboratori si è lasciato sfuggire: «Stiamo valutando diverse opzioni: ma è necessario che la struttura sia all'altezza del genio creativo di monsieur Giorgio Armani».