Il giornalista del «Corriere della Sera», autore di «Vandali» insieme con Sergio Rizzo, denuncia le incongruenze sui beni culturali «Dopo averla tanto reclamata, come si fa a non sapere dove ospitare la "Venere'?» Dov'è finito l'uomo che ha scritto con il Black Decker alle Cave di Cusa? I soldi sono spesi male: a Ravanusa il museo ha avuto un solo visitatore «Per quel che custodisce - dice Stella - la Sicilia dovrebbe essere meta prediletta per milioni di turisti». Ma non è così. E spara a zero sulle colpe di politici e burocrazia. «Io amo la Sicilia. Più di quanto si possa pensare. Ed aggiungo: nella classifica dei miei dieci amici più importanti tre sono siciliani». Ricusa un luogo comune Gian Antonio Stella, l'editorialista del Corriere della Sera ed autore con Sergio Rizzo di Vandali. Assalto alle bellezze d'Italia (Rizzoli, 288 pagine). «Io amo profondamente la Sicilia. Ma è un dolore vedere che non riesce a sfruttare fino infondo tutte le sue bellezze e le sue meraviglie». Attacca e denuncia i guasti dell' isola, Stella, non per denigrarla. Ne difende la qualità, la cultura e la ricchezza di testimonianze che la Storia ha depositato nel triangolo di terra che ancor oggi profuma di umanità. Un pezzo di mondo, che il mondo ci invidia. «Per quel che custodisce - dice Stella - la Sicilia dovrebbe essere meta prediletta per milioni di turisti».Ma non è così. Si legge della prefazione del nuovo volume: «Non abbiamo il petrolio, noi. Non abbiamo il gas, non abbiamo i diamanti, non abbiamo le sconfinate distese di campi di grano del Canada o i pascoli della pampa argentina. Abbiamo una sola, grande, persino immeritata ricchezza: la bellezza dei nostri paesaggi, la bellezza dei nostri siti archeologici, la bellezza dei nostri musei, la bellezza delle nostre città d'arte». Abbiamo, insomma, una grande storia alle spalle, che sembra non interessare nessuno. Perché? «Ci sono tanti motivi. Il primo è che consideriamo queste ricchezze come scontate. Come se dicessimo "vabbè tanto celi abbiamo, li abbiamo sempre avuti". Poi c'è una incapacità di visione strategica e questo fa parte purtroppo della nostra storia. Il nostro è un Paese che ragiona oggi su domani. Questo è un limite vero. Noi governiamo giorno per giorno. Governa giorno per giorno la destra, governava giorno per giorno la sinistra. E questo è un limite che va al di la dei profili personali di Berlusconi o di Prodi». Andiamo al libro, racconta storie di tutt'Italia: Pompei, Roma, Firenze. C'è anche la denuncia del cosiddetto caso Morgantina. La Venere ritarda ad arrivare, non è pronto il sito dove ospitarla. Siete stati accusati di aver calcato troppo la mano... «Io mi son permesso di riprendere una cosa già scritta da Laura Anello prima sul Giornale di Sicilia e poi su La Stampa. Parlo di una collega siciliana. Quindi il mio non è un pregiudizio nordista come lasciava intendere qualche lagna di certe anime offese di Aidone. Chi segue il mio lavoro sa che io non sono tenero con i veneti, con i lombardi. Non sono mica un leghista! Ma è successa a Morgantina una cosa inaccettabile e sarebbe inaccettabile anche se fosse successa in Val d'Aosta o nel Friuli Venezia Giulia. E cioè: io non posso tollerare che un'opera il cui ritorno è stato invocato per anni, un'opera per il cui ritorno sono state fatte manifestazioni di piazza (ce ne vogliamo ricordare?), non posso accettare che un'opera per la cui sistemazione sono stati stanziati un milione e mezzo di euro per ristrutturare il museo o per trasformare una chiesa sconsacrata in luogo dove accogliere questa meravigliosa statua al suo ritorno dall'America; non posso accettare che dopo tutte queste cose la Venere di Morgantina da due mesi - dico due mesi - non è più esposta a Los Angeles e non è ancora esposta in Sicilia perché non'è stato preparato nulla per accoglierla. Non è stato fatto nulla. Dopo di che c'è solo l'onore offeso di alcuni cittadini di Aidone che portano il cane a spasso per non parlare dell'accusa essenziale. Io non ho mai messo in discussione che il ritorno della Venere di Morgantina ad Aidone. Mai. Mi sono limitato a dire che una grande opera non basta averla ereditata ma occorre me-ri-tar-se-la. E che sia colpa del Comune, o della Provincia, o della Regione che sia colpa di Pinco, Palla o Pertica cambia poco. Lì qualcuno ha sbagliato in modo pesante ed inaccettabile». Dalla vostra visuale qual'è lo stato di salute dei beni culturali in Sicilia? «Basta andare a Selinunte. Chiediamoci: ma in Danimarca, in Olanda, in America, in Spagna, sarebbe mai potuto succedere che una impalcatura tirata su per fare un monitoraggio nel gennaio del 2000 sarebbe mai rimasta lì per undici anni consecutivi in seguito ad una lite tra un'impresa e la Soprintendenza? Ve l'immaginate? E inimmaginabile! E poi che uno vada alle Cave di Cusa a scrivere il proprio nome e cognome su una colonna con un Black Decker elettrico portandosi dietro anche un gruppo elettrogeno. Vi pare possibile? Ma dov'erano i guardiani? Dov'erano i custodi? Dove sono i carabinieri e la polizia? Lo hanno perseguito questo cialtrone? È stato controllato se esiste davvero questo signore Bertolino Francesco e se il 25 aprile 2010 fosse a Selinunte? Perché se è stato controllato io lo voglio vedere in manette, in galera». Potrà far cambiare qualcosa l'eco di questo libro nel modo di gestire i beni culturali? «Non è cambiato nulla con la Casta. Non so se cambierà qualcosa con questo libro. Io penso che l'Italia sta buttando via un patrimonio unico. La lista rossa di "Italia nostra" è qualcosa terribile. Vengono denunciate le condizioni pessime di buona parte dei siti archeologici e monumentali siciliani: penso ai resti dell'antica colonia Greca di Capo Bianco a Cattolica Eraclea, alle strutture murarie vicino ad Augusta, alla colonia siracusana di Kamarina, al centro storico di Caltanissetta, al patrimonio minerario della Sicilia centrale, alla rocca di Sutera, il santuario rupeste di Palazzolo Acreide. Voglio dire, la Sicilia potrebbe essere una meta prediletta di milioni di turisti». Perché non vengono? «Perché ci sono dei musei come quello di Ravanusa dove arriva soltanto un visitatore in un intero anno. Evidentemente vengono spesi soldi nella maniera sbagliata. Ma vogliamo ricordarci tutte le polemiche sulla gestione dei pulmann turistici di qualche anno fa? Vogliamo ricordarci il modo con cui vengono distribuite le tre stelle in Sicilia, ci sono degli alberghi che non meritano questa categoria. Ci vuole più attenzione, più cultura turistica. E da questo punto di vista è un dolore vedere la Sicilia dove luoghi magici di una bellezza struggente vengono sfregiati. Purtroppo, così è...». ...se vi pare. È il caso di citare Pirandello che conosceva bene i siciliani. «Io credo che debbano essere i siciliani per primi a proteggere la loro storia, il loro paesaggio. Ci sono cose talmente belle, mio Dio. Perché riempire di case tratti di costa meravigliosa? Per la verità, lì occorrerebbe anche dare il buon esempio. Parliamoci chiaro, come fa a fare la lotta all'abusivismo chi poi fa a sua volta una casa abusiva? Io non so chi abbia ragione sulla villa di Raffaele Lombardo. Mi risulta però che la magistratura dice che la villa che sta cercando di costruire la moglie sulla costa di Ispica, sulla spiaggia di Cirica, tra Marina Marza e Santa Maria del Focallo, è abusiva. Mi sbaglio, è falso, non è così? Se è così, uno si domanda: come fa Lombardo a far la guerra all' abusivismo se poi la sua stessa moglie tira su una villa abusiva? Facile parlar bene e razzolare male. Io non me la piglio con Lombardo, però purtroppo in Sicilia c'è una antichissima tradizione di violazioni edilizie. Agrigento è stato il caso più eclatante». Dai beni culturali all'attualità politica. È in uscita il film «Silvio Forever». Sarà nelle sale il 25 marzo. Cosa dice di nuovo sul premier? «Ci siamo imposti il silenzio. Posso solo dire che sarà divertente. Molto».
Giornale di Sicilia
2 Marzo 2011
Stella: La Sicilia? E' un delitto che non sfrutti le sue bellezze
AL
Alfonso Bugea
Giornale di Sicilia
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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