Primato poco invidiabile: sono 5 gli interpreti di Palazzo Vecchio che si occupano di temi culturali. Ma i risultati? Mai visti In che mani è la cultura fiorentina? La domanda è lecita visto che da queste parti, con la Cultura (l'iniziale maiuscola è giustificata), ci si mangia eccome. Però non tutti gli «attori» sono adeguati al compito, soprattutto in Palazzo Vecchio, sede del Consiglio e della Giunta Comunale dove hanno sede i 5 «assessori alla Cultura» di Firenze. Un lusso? No, una schizofrenia. Renzi - Il sindaco di Firenze, culturalmente parlando, è una sorta di «peccato originale» della città. Cioè è a lui che si devono far risalire tante «colpe», a cominciare dalla sciagurata decisione di nominare Giuliano Da Empoli come assessore alla Cultura del Comune di Firenze. Poi, da «solista», prima ha scatenato l'inferno (l'estate scorsa) per la riacquisizione del David di Michelangelo da parte del Comune nei confronti dello Stato; poi, quando ha visto che le sue polemiche erano poco più che dei fastidi, ha «barattato» la chiusura della querelle sul «colosso» con l'accordo col Ministero per i beni e le attività culturali dello scorso 13 gennaio, grazie a cui ha fatto credere a tutti di aver trovato la pietra filosofale per ogni sua decisione. Sappiamo bene che non è così: il tanto sbandierato 20 dell'incasso totale del Polo Museale fiorentino non verrà mai speso, come ha sempre detto Renzi, per il decoro della città, ma semplicemente sarà stornato alla soprintendenza (quelli per i beni architettonici) che sta realizzando i Nuovi Uffizi. E ciò accadrà almeno per i prossimi 3 anni, poi si vedrà. Per il resto, Renzi se ne sta proverbialmente alla larga da temi e materie culturali, probabilmente perché non ama troppo le critiche e si sa, una Giunta che taglia contributi senza pietà e poi «spaccia» una diversa verità (quella di aver incrementato le risorse per la cultura, solo perché ha aumentato di 500mila euro il contributo, a fondo perduto, al Maggio Musicale), non può rimaner simpatica. Per cui, meglio se gli elettori scordano in fretta le lacune e le scelte sbagliate di Renzi in materia di cultura. Il problema è che lui può fare tutti i giochi di prestigio verbali che crede, dopodiché restano i numeri, ovvero i 3,5 milioni di euro erogati al Maggio, il milione e passa al Gabinetto Vieusseux, gli 800mila euro alla Fondazione Palazzo Strozzi (che per attrarre 290mila visitatori impiega circa 8 milioni di euro), in totale quasi 6 milioni di euro che rappresentano circa il 50 di ciò che spende il Comune per la Cultura (poco più dell' 1 del bilancio) in una città dove i turisti arrivano da ogni parte del globo per ammirare proprio quei beni culturali non al centro delle attenzioni di Renzi. Da Empoli - Sulle colonne di questo giornale ci siamo occupati tante - troppe - volte di questo personaggio, così inadeguato al ruolo. Per motivi di spazio non ci ripeteremo ma racconteremo le ultime due «perle», aggiungendovi una riflessione. La prima boutade risale alla mattina di Pasqua del 2010. Assistendo allo «Scoppio del Carro», Da Empoli esclamò a un consigliere comunale: «Bellino. Ma lo fate tutti gli anni?». E stiamo parlando dell'assessore alla cultura... L'ultima è di ieri mattina. Iniziando a parlare del festival «Nice» che si svolgerà in Russia, Da Empoli ha esordito di fronte ai giornalisti affermando che si trattava della seconda edizione. È stato subito corretto da Viviana del Bianco, presidente della manifestazione, che gli ha ricordato trattarsi della 14a edizione. Insomma l'assessore si è presentato in conferenza stampa senza neanche aver letto il comunicato che aveva tra le mani e che doveva illustrare ai giornalisti. La riflessione che aggiungiamo riguarda però il rapporto tra Da Empoli e Renzi, cioè tutto quello che il sindaco compie, comportandosi come un assessore alla cultura (e come lui, vedremo, altri 3 «inquilini» di Palazzo Vecchio), da una parte «solleva» Da Empoli dai suoi obblighi, dall'altro ci conferma la sua ormai conclamata inadeguatezza. Giani - Il presidente del Consiglio Comunale è, attualmente, la persona che sta operando in maniera più seria, proseguendo quel che di buono aveva fatto come assessore alla cultura con la giunta Domenici. Tra le ultime iniziative, da segnalare l'istituzione della festa di compleanno di Michelangelo Buonarroti, nato il 6 marzo 1475. L'anniversario domenica prossima sarà ricordato con il Corteo storico della Repubblica Fiorentina e con un convegno ad hoc nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio. Inoltre, la prossima estate, grazie a Giani, vedremo un'ampia porzione della Collezione Dalla Ragione (invisibile dal 1969) di proprietà del Comune, in mostra a Palazzo delle Muse di Viareggio. Di Giorgi - All'attuale assessore alla pubblica istruzione, Rosa Maria Di Giorgi, va imputata la più cocente sconfitta culturale della giunta Renzi: la perdita dell'archivio di Zeffirelli. Fu il sindaco, inspiegabilmente, ad affidarle l'incarico di portare a termine la trattativa. Anche in questo caso l'assoluta inadeguatezza di alcuni dei più stretti collaboratori di Renzi è palese. Nardella - Dulcis in fundo (o in cauda venenum... fate voi) il vicesindaco. Anche Dario Nardella non è immune da tentazioni culturali. D'altronde lui voleva fare l'assessore alla cultura del Comune di Firenze, ma non gli è riuscito. Nel 2011 ancora non ci ha provato, ma nel 2010 ha collezionato una serie di brutte figure entrando a gamba tesa in faccende non di sua competenza come l'assegnazione del Prato delle Colonne di Boboli ai responsabili di Opera Festival per la rassegna estiva. Alcune lettere testimoniarono il suo «strano» interessamento per la faccenda. Per cui, meglio se continua a occuparsi di sport e di sviluppo economico.
La cultura a Firenze: poche idee ben confuse
Il Comune di Firenze ha 5 assessori alla Cultura, ma la loro gestione è considerata inadeguata. Il sindaco Renzi è accusato di aver nominato un assessore alla cultura inadeguato, Giuliano Da Empoli, e di aver barattato la chiusura della querelle sul colosso di Michelangelo con l'accordo col Ministero per i beni e le attività culturali. I risultati della gestione culturale del Comune sono considerati scarsi, con un budget di 6 milioni di euro per la cultura, che rappresenta solo il 50% del bilancio. L'assessore alla pubblica istruzione, Rosa Maria Di Giorgi, è stata accusata di aver perso l'archivio di Zeffirelli.
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