Il ministro dei Beni culturali sbatte la porta e polemizza con i suoi colleghi di partito. "Mi hanno lasciato solo". Per la successione era in pole Cicchitto, ma Berlusconi in questo momento non vuole perdere il suo "uomo ombra". E si fa il nome di Galan La decisione era nell'aria ormai da tempo: il ministro Sandro Bondi lascerà il dicastero dei Beni culturali. Ma il colpo di scena sarebbe il nome del sostituto: Berlusconi, infatti, avrebbe confidato ai suoi collaboratori di volere il veneto Giancarlo Galan che lascerebbe il ministero delle politiche agricole (con tutta probabilità e come segno di riconoscimento da parte del premier a Bossi) a un uomo della Lega. Resterebbe al palo Fabrizio Cicchitto che, da tempo, aveva espresso il desiderio di un dicastero tutto suo. Ma in questo momento Berlusconi ha bisogno di Ciccchitto come suo uomo ombra e non può permettersi di perderlo per strada. Bondi si dimette e lo fa polemizzando con i suoi colleghi di partito che non lo avrebbero difeso come lui avrebbe voluto. L'annuncio lo ha dato con una lettera al Giornale dove esordice in maniera diretta: "Constato che dalla sinistra alla destra di Marcello Veneziani la soddisfazione per le mie dimissioni è unanime. State sereni, presto li acconteterò". Nella sua lettera si dilunga in una (breve) risposta a un editoriale dello stesso Veneziani, poi inizia con la sua arringa difensiva e, al tempo stesso, una requisitoria contro coloro che non lo hanno appoggiato. "La decisione di dimettermi scrive Bondi è innanzitutto una piena e consapevole scelta di vita maturata in secondo luogo dalle difficoltà incontrate". Nel ruolo di ministro, dice, "posso avere fatto degli errori, ma ho realizzato delle riforme importanti e ho imposto una linea alternativa, in senso compiutamente liberale e riformatore, alla politica culturale della sinistra". Uno sforzo però nel quale non è stato "sostenuto con la necessaria consapevolezza dalla stessa maggioranza di governo e da quei colleghi che avrebbero potuto imprimere insieme a me una svolta nel modo di concepire il rapporto tra Stato e cultura". Sostegno che peraltro è mancato "nel momento in cui più mi sono trovato in difficolta", dopo il crollo di Pompei, quando era "più colpito dalla sinistra", accusato tra l'altro "della mancanza di fondi", per la quale, aggiunge, "io non ho mai scaricato la responsabilità su altri". "Le vicende del Milleproroghe hanno ulteriormente evidenziato la mia incapacità di mantenere gli impegni che avevo preso, e nel richiedere un minimo di coerenza nell'ambito dei provvedimenti riguardanti la cultura". "Il presidente Berlusconi chiarisce Bondi sa anche che non sono mai stato in cerca di incarichi né di mostrine, sia politiche che ministeriali" e che "voglio avere più tempo da dedicare alla mia famiglia", che "voglio svolgere bene l'incarico di senatore e che desidero più di ogni altra cosa continuare a lavorare al suo fianco per cambiare questo Paese". Da parte sua Galan ha dichiarato che il ministero dei Beni culturali è "il più bello", ma a lui "dispiacerebbe" lasciare quello dell'Agricoltura. Galan non nega il corteggiamento di Berlusconi. "Bondi ha spiegato Galan non ha più voglia di fare il ministro, mi pare che l'abbia detto con grande chiarezza. Che il ministero della Cultura fosse per me il più bello di tutti, il più affascinante, questo non è un mistero. Però ha aggiunto adesso mi dispiacerebbe lasciare il ministero dell'Agricoltura perché mi sto divertendo, sto anche facendo delle cose non male, lo sto gestendo in modo diverso dalla stragrande maggioranza dei miei predecessori, che ci ha fatto solo delle clientele. Poi bisogna dire che i mariti ha ironizzato sono sempre gli ultimi a sapere". E chi prenderà la decisione? "Non lo so, io no di sicuro", ha concluso Galan.
Bondi annuncia le dimissioni con una lettera al Giornale
Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi si è dimesso e ha polemizzato con i suoi colleghi di partito. La decisione di dimettersi è stata presa dopo la riforma della politica culturale, che Bondi aveva realizzato con una linea alternativa alla sinistra. Il sostituto di Bondi è stato deciso da Berlusconi, che ha voluto il veneto Giancarlo Galan. Galan ha espresso il desiderio di rimanere al ministero dell'Agricoltura, ma non nega il corteggiamento di Berlusconi. La decisione finale è stata presa da Berlusconi, che ha scelto Galan come nuovo ministro dei Beni culturali.
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