Venticinque stele del museo archeologico di Manfredonia esposte da oggi a Montecitorio Per la prima volta a Roma reperti del nostro patrimonio. La rassegna sarà in Puglia per la Settimana della Cultura Venticinque stele daunie databili tra il VII e il VI secolo a.C., scelte tra le 2mila conservate nel Museo nazionale archeologico di Manfredonia, saranno in mostra da oggi al 18 marzo, a Palazzo Montecitorio, nellambito delle celebrazioni per i 150 anni dellUnità dItalia. Lesposizione, la prima che vede la Puglia protagonista al Parlamento, sintitola "Pagine di pietra". Liniziativa è stata presentata ieri a Bari dalla neo direttrice dei Beni culturali, Isabella Lapi, e dal vicepresidente della Provincia di Foggia, Billa Consiglio. Le pietre a volte parlano. Raccontano storie di popoli che si perdono nella notte dei tempi, nella protostoria della penisola italica. È il caso delle 25 stele daunie che si spostano dalla loro casa permanente, il Museo nazionale archeologico di Manfredonia, per approdare a Roma, in occasione del 150 anniversario dellUnità dItalia, in una cornice quanto mai significativa: la Sala della Regina di Montecitorio. Sintitola proprio Pagine di pietra. I Dauni tra VII e VI secolo a.C. la mostra allestita da oggi fino al 18 marzo nella prestigiosa cornice capitolina, che per la prima volta ospita pezzi del patrimonio archeologico pugliese. A tagliare il nastro, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, insieme ai dirigenti dei Beni culturali pugliesi, guidati dalla neo direttrice Isabella Lapi. Selezionate fra un patrimonio unico in Europa di circa 2 mila pezzi, le 25 stele in mostra alla Camera dei Deputati raccontano la storia dei Dauni, popolazione stanziatasi nella parte settentrionale della Puglia nellEtà del Ferro. Le stele sono lastre rettangolari di pietra fittamente decorate ad incisioni su tutti i lati, che riproducono figure maschili e femminili, probabilmente riferibili a personaggi di rango. Straordinarie "pagine di pietra", ritrovate nel Foggiano a partire dagli Anni '60, che ospitano complesse raffigurazioni in unefficace "narrazione" di momenti di vita di una società indigena di cui non abbiamo testimonianze scritte. Realizzate nella pietra calcarea tipica delle cave garganiche, le stele - come fa notare Anna Maria Tunzi, curatrice della mostra - raffigurano soggetti maschili con armi e scudi e personaggi femminili, abbelliti da collane, pendagli e fibule. Le lastre sono completate da teste di forma ovoidale liscia, con copricapi piatti e rigidi: alcune hanno ben definiti i tratti del volto (sopracciglia, occhi, bocca, naso e orecchie), altre sono aniconiche, prive di lineamenti. Negli spazi centrali compaiono vivide scene figurate dellesistenza di un popolo che ha come congelato sulla pietra gesti senza tempo. Erano quelli legati alla quotidianità fatta di attività fondamentali di pesca e di caccia, ma anche di filatura e tessitura, di molitura del grano; e poi scene di navigazione, di lotte armate, di bighe in corsa. Le "pagine di pietra" ospitano anche complesse raffigurazioni relative a credenze religiose e propiziatorie - scene nuziali e processioni - oppure scene enigmatiche di riti tribali che alludono a miti oscuri e indecifrabili. Archeologi ed esperti sono a tuttoggi alle prese con lenigma: quelle stele erano monumenti funerari o vanno riferite ad altri culti? La grandezza, il fascino e il mistero della Puglia più antica è ora a disposizione gratuitamente di turisti, visitatori e, perché no, parlamentari nella Sala della Regina. Quasi superfluo sottolineare lorgoglio di chi questa mostra nella Capitale ha fortemente voluto - Direzione per i Beni culturali della Puglia, Soprintendenza Archeologica, Museo nazionale archeologico di Manfredonia, Provincia di Foggia, con il sostegno di Comune di Manfredonia, Fondazioni Karol e Banca del Monte, Promodaunia - e la speranza che Roma possa servire da volano per il turismo culturale pugliese. Lallestimento a Montecitorio si avvale di strutture tecnologiche, particolari luci radenti e supporti multimediali informativi. Lo stesso allestimento che si potrà ammirare allArcheologico di Manfredonia nellambito della Settimana della Cultura, dal 9 al 17 aprile.
BARI - La storia dellantica Daunia in mostra per lUnità dItalia
Venticinque stele daunie, databili tra il VII e il VI secolo a.C., sono state esposte al Palazzo Montecitorio a Roma per la prima volta. Le stele, scelte tra le 2mila conservate nel Museo nazionale archeologico di Manfredonia, rappresentano la storia dei Dauni, una popolazione stanziata nella parte settentrionale della Puglia nell'Età del Ferro. Le stele sono lastre rettangolari di pietra decorate ad incisioni su tutti i lati, che riproducono figure maschili e femminili. La mostra, intitolata "Pagine di pietra", sarà aperta fino al 18 marzo e sarà la prima volta che il patrimonio archeologico pugliese sarà esposto al Parlamento.
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