Via i maxi pannelli visibili dalla Sopraelevata: "In città paga solo il 50" Varate regole più rigide per loccupazione degli spazi e controlli sui ponteggi STEFANO ORIGONE Sui pannelli giganti che incombono sui palazzi di via Gramsci, compaiono le strisce bianche "pubblicità abusiva". Gli operai sulla gru stendono gli adesivi, la polizia municipale stila il rapporto. La mattina dopo, come per magia, i mostri pubblicitari spariscono. Comune e municipi dichiarano guerra ai cartelloni selvaggi, appiccicati ai ponteggi per coprire i lavori e in gran parte abusivi. Per chi non paga, chi non è autorizzato, scatta loscuramento. Un giro di vite, quello di Tursi, che verrà presentato domani in giunta. Il nuovo piano generale (che secondo la manager Mariangela Danzì «metterà ordine in questa jungla») prevede la "zonizzazione" della pubblicità e ispezioni a raffica per verificare le irregolarità grazie a un lavoro sinergico tra municipi, Comune e polizia municipale. «Le novità importanti sono tre - afferma lassessore al Bilancio Francesco Miceli - . La prima riguarda il prezzo delle affissioni, che è stabilito in base a quartiere e posizione. La divisione avrà comunque come primo obiettivo la difesa del paesaggio». Deciso anche quanto spazio concedere alla pubblicità: «È stato fissato il limite di 50 mila metri quadrati proprio per evitare, lo ripeto, che la pubblicità abbruttisca il territorio». Il Comune ha censito quasi mille ponteggi. La task-force di ispettori sta verificando con i municipi ogni permesso perché il fenomeno impalcatura-pubblicità nasconde un business. Imprese e amministratori di palazzi affittano gli spazi: i primi guadagnano, i secondi hanno introiti che riducono le spese. «È stata fissata una regola: la vita del cartellone dura quanto il tempo stabilito per eseguire i lavori. Se cè una proroga, il cartellone va tolto» precisa la Danzì. «In generale non può stare su più di un anno» aggiunge Miceli. Questo aspetto è importante, perché il Comune ha rilevato che troppo spesso le opere vanno a rilento e il cartellone rimane appeso ai tubi anche tre anni. Come nel caso di due palazzi del Centro dove la pubblicità fruttava certamente una bella cifra perché ben visibile dalla Sopraelevata, ma era abusiva (le società non avevano le autorizzazioni). La percentuale dei soggetti insolventi, cioè che non pagano il canone di installazione della pubblicità, è in media del 20-25 lanno. «A fronte di 2500 soggetti passivi - spiega Piera Castagnacci, dellUfficio tributi del Comune - il numero dei non paganti è circa 500-600, che si dimezza con lemissione dellavviso di liquidazione: alla fine per 300 scatta la riscossione coattiva».