Marson tifa per lallungamento, Rossi smentisce il suo assessore La responsabile dellurbanistica aveva criticato il tracciato lungo lautostrada Marson si schiera a favore della pista allungata ed elenca i difetti dellaltra soluzione. Ma lui no. Marson dice che Enac dovrebbe fare da arbitro e invece sposa il tracciato parallelo. Ma lui non condivide per niente. Marson ipotizza che, vista la lentezza delle procedure burocratiche, cè il rischio di scoprire che i nuovi ospedali in costruzione alla fine non servano più. E lui sinfuria platealmente. «Lassessore dice una bischerata», taglia corto Enrico Rossi, «anchio ne dico, per carità, ma stavolta lha detta lei. Gli ospedali servono eccome, la sanità anzi avrebbe bisogno di essere ammodernata periodicamente perché le esigenze cambiano». Né sullaeroporto né sulledilizia sanitaria Rossi e Marson la pensano allo stesso modo. Eppure il presidente della Regione ha scelto lei come assessore allUrbanistica e lha messa alla guida di un settore strategico che in questo momento rappresenta il terreno politico più difficile per la giunta. Lintervista in cui Anna Marson si schiera a favore della pista allungata esce sul Tirreno lo stesso giorno (ieri) in cui il governatore deve affrontare il secondo difficilissimo round con i sindaci della Piana e il Pd di Prato, contrari alla pista parallela. Complicato sostenere la "terzietà" del governo toscano quando lassessore dichiara pubblicamente la sua preferenza per una soluzione. La variante al Piano di indirizzo territoriale approvata dal governo toscano e ora allesame del consiglio regionale di fatto apre la possibilità sia allallungamento dellattuale pista che alla realizzazione di una nuova pista parallela allautostrada. Ma ormai è noto che Marson non vuole il percorso parallelo, esattamente come non lo vogliono lIdv e il Pd di Prato, i sindaci democratici di Sesto, Campi e Calenzano e quello del Pdl di Prato e come non vuole neppure gran parte del Pd pisano, preoccupato dai rischi della concorrenza che il potenziamento di Peretola procurerebbe al Galilei. Anche se il sindaco Marco Filippeschi ricorda che «serve una programmazione regionale, senza forzature». Insomma, un pasticcio mica male. E Rossi nasconde a fatica la rabbia. «Abbiamo presentato due ipotesi: ai fanatici delluna e dellaltra ho sempre detto che bisogna valutarle con metodo e poi i veti sono inammissibili», dice. Alla riunione con i sindaci si presenta anche la Marson, che usa toni decisamente più moderati. Nel frattempo ci ha pensato il segretario toscano dellIdv Fabio Evangelisti a proteggerla dagli strali di Rossi: «Non mi è mai capitato di sentir dire bischerate a Anna. Del resto tutta lIdv condivide al sua posizione: adeguamento di Peretola, contingentamento del traffico aereo, partecipazione dei cittadini e integrazione con Pisa». Il sindaco di Sesto Gianassi ribadisce il suo no alla pista parallela (ma lo fa "pacatamente e serenamente") e quelli di Campi, Signa e Calenzano fanno lo stesso. Dario Nardella invece espone la tesi contraria: comè noto Firenze tifa per la parallela, Renzi in testa (ieri però era a Roma). «La pista allungata aumenterebbe i disagi e il rumore su Quaracchi», sostiene Palazzo Vecchio. Fuori dal ring, intanto, il segretario generale della Cisl Roberto Pistonina definisce «incomprensibili» le opinioni dei sindaci della Piana. Nel corso della riunione, iniziata alle sei e mezzo del pomeriggio e andata avanti fino a notte, parlano anche il capogruppo Pd di Palazzo Vecchio Francesco Bonifazi, i presidenti delle Province di Firenze e Prato Barducci e Gestri. Tentano di mediare il segretario regionale del Pd Andrea Manciulli, il responsabile infrastrutture Tortolini, il segretario metropolitano Mecacci e la segretaria di Prato Bugetti. A tutti Rossi ripete che il documento approvato dalla giunta non sceglie uno dei due tracciati e che si dovranno esaminare a fondo i pro e i contro. Ma a questo punto come uscire dallimpasse non lo sa nessuno. NON gli basta che sia stato rimosso dal suo incarico di direttore amministrativo della Asl di Massa, dove il buco di bilancio ammonta a 270 milioni. Ora Rossi chiede che Ermanno Giannetti, che dellazienda sanitaria è dipendente, venga sospeso dal lavoro, «per poi arrivare alla risoluzione del contratto», cioè al licenziamento. Prima ancora che il processo dimostri se le pesanti ipotesi di reato a suo carico siano veritiere o meno. «Ho scritto al direttore generale Maria Teresa De Lauretis», annuncia il presidente della Regione, «perché la procura di Massa ipotizza reati che in parte abbiamo denunciato anche noi, come il falso in bilancio e il falso ideologico, e infine il peculato, dipingendo un quadro di grossolane manomissioni. Ho perciò scritto tre lettere. Una riguarda la sospensione di Giannetti, unaltra è diretta agli enti che hanno nominato il collegio sindacale dei revisori dei conti della stessa Asl, cioè il consiglio regionale, i ministeri di Economia e Salute e la Conferenza dei sindaci: visto che il bilancio è stato approvato dal collegio mi chiedo se non ci sia motivo di riflettere. La terza lettera lho scritta alla Cassa di Risparmio di Carrara, che fa parte della Banca Carige, che è tesoriere della Asl ma non ci ha ancora fornito i mandati di pagamento effettuati dal 2005 al 2010 benché li abbiamo chiesti più volte». Quanto allex direttore generale Delvino, che si è dimesso quando è scoppiato il caso, Rossi ripete che aveva il compito di controllare: «Io cero e so cosa facevo: nel marzo del 2010 ho interrotto la campagna elettorale per incontrare tutti i direttori generali e fare il punto sui bilanci e per la Asl di Massa mi era stato annunciato un "tendenziale" di 7-800mila euro. Non era così». (s.p.)