A Montecitorio molte assenze tra i banchi della maggioranza Passa un emendamento che riduce il saldo da finanziare Casini: "Serve esame approfondito", e rinvia a domani L'opposizione: "Ora devono ricominciare tutto da capo" Il relatore di maggioranza Guido Crosetto ROMA - Inizia malissimo per il centrodestra l'iter della Finanziaria alla Camera. Si parte infatti con una sconfitta del governo che nel primo voto in aula a Montecitorio è andato sotto (191 contro 184) su un emendamento all'articolo 1 a firma Antonio Boccia (Margherita), che abbassa (da 50 miliardi di euro a 48,138 miliardi) i saldi da finanziare e, di fatto, riscrive tutti gli stanziamenti per i singoli ministeri. La seduta della Camera sulla Finanziaria è stata sospesa su richiesta del presidente della commissione Bilancio, Giancarlo Giorgetti. Il commento del capogruppo Ds Luciano Violante: "Ora devono riscriverla, perché le spese proposte dal governo non potranno più essere coperte come proposto". Rutelli: "Abbiamo bocciato la Finanziaria con grande soddisfazione". La proposta di modifica è passata grazie alle numerose assenze tra i banchi della maggioranza. E' il gruppo dell'Udc ad avere avuto questo pomeriggio il record delle assenze: il gruppo presieduto da Luca Volontè era presente solo al 22 (8 deputati). La Lega era presente con il 67 dei deputati, An con il 42 e Forza Italia con il 63. Il centrodestra prima minimizza. "Cose che capitano", dice il ministro Castelli. Poi, con il capogruppo di Forza Italia Elio Vito parla di "fatto grave e di assenze ingiustificabili". Intanto a Montecitorio la seduta, dopo un vertice della maggioranza, è stata aggiornata a domani. Poichè "il voto sull'emendamento - spiega il presidente Pier Ferdinando Casini - richiede non un approfondimento affrettato ma una meditazione serena e approfondita per vedere come continuare l'esame"