L'istituto di geofisica: rischio di crolli, stop al traffico BOLOGNA. Secoli e secoli di scosse telluriche, piogge, venti e nevicate potrebbero aver minato il monumento-simbolo di Bologna, le Due Torri. Al punto da consigliare caldamente, per evitare guai peggiori, di adottare lo stesso provvedimento già preso a Pisa molti anni fa per salvaguardare la Torre più famosa d'Italia: cioè vietare al traffico di taxi, bus, filobus e mezzi autorizzati l'incrocio che strangola piazza Ravegnana, giusto alla base della Garisenda e degli Asinelli. A lanciare il nuovo allarme è ancora il presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Enzo Boschi, che solo otto mesi fa aveva messo in guardia contro i rischi del passaggio del Civis - la linea di tram a guida ottica in via di allestimento che sta suscitando un mare di polemiche, oltre a essere al centro di un indagine della magistratura -, paventando addirittura la possibilità di crolli. Ieri dunque il professor Boschi è tornato alla carica, sempre in una conferenza stampa organizzata dal Pdl bolognese, anche se stavolta ha evocato scenari un po' meno drammatici: «Lo scorso settembre abbiamo rilevato lo stato delle torri al di là di ogni ragionevole dubbio. Lo abbiamo fatto grazie a uno strumento chiamato laser scanner che mostra con grande precisione lo stato della struttura». I risultati della ricerca sono inquietanti, come spiega Arianna Pesci, la studiosa che ha eseguito le rilevazioni su tutte le pareti delle torri: gli strumenti infatti hanno evidenziato «macchie di deformazione in vari punti degli edifici. Sulla Garisenda, la più bassa delle due, le macchie coincidono con le cinghie di consolidamento già presenti. A preoccupare sono soprattutto le dinamiche di torsione, difficilmente sopportabili dalle strutture in muratura». E si dà il caso che gli Asinelli, con i suoi novantasette metri e rotti, sia l'edificio in mattoni più alto del mondo. La Garisenda da parte sua ne misura «solo» quarantotto, comunque abbastanza da risentire dagli attacchi portati dagli eventi sismici e atmosferici attraverso i suoi otto secoli di vita (entrambe le torri furono costruite fra i1 1109 e il 1119, ndr). La ricerca condotta dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia è stata pubblicata on line sulla rivista scientifica Journal of Cultural Heritage. Lo stesso studio sarà ripetuto entro un anno allo scopo di verificare come la situazione si sarà evoluta. I rimedi per limitare i danni, vista l'impossibilità di intervenire sui capricci del clima o sui terremoti, sono molto semplici: impedire che alle Due Torri si avvicini anche un solo taxi, o un autovettura, proprio come si è fatto in piazza dei Miracoli a Pisa. «Oggi dalla mattina alla sera sotto le torri passano due autobus al minuto, addirittura tre nelle ore di punta - osserva Boschi - Poi arriverà il nuovo tram (il civis, ndr), per cui ogni singolo passaggio non demolisce niente, ma giorno dopo giorno la struttura si indebolirà ancora». Il lavoro degli studiosi nel centro di Bologna non finisce qui: una ricerca analoga sta interessando anche Palazzo d'Accursio, l'edificio storico che ospita il Comune e che si affaccia sulla vicina piazza Maggiore. Intanto si ridimensiona il rischio-crolli per le Due Torri che era stato prospettato dallo stesso Boschi l'estate scorsa. Allora il commissario straordinario Cancellieri aveva escluso che i lavori del Civis potessero arrestarsi, ma aveva comunque convocato i tecnici perché approfondissero i problemi. Garisenda e Asinelli ne escono comunque malconce e bisognose di protezione, mentre nel Pdl già affiorano i distinguo sulle contromisure: «Sì alle limitazioni per i mezzi pesanti, Civis incluso, ma che i mezzi privati restino», sostiene il deputato Fabio Garagnani.
"Le torri sono malate". Allarme a Bologna
L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha rilevato macchie di deformazione su tutte le pareti delle Due Torri di Bologna, suggerendo un rischio di crolli. Le rilevazioni sono state eseguite con uno strumento chiamato laser scanner e mostrano che le strutture sono state minate dagli eventi sismici e atmosferici. La Garisenda, la più bassa delle due torri, ha macchie di deformazione che coincidono con le cinghie di consolidamento già presenti. I rimedi per limitare i danni sono stati suggeriti, come vietare al traffico di taxi, bus, filobus e mezzi autorizzati l'incrocio che strangola piazza Ravegnana.
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