Il Circolo scandinavo a Roma da un secolo e mezzo luogo d'incontro fra gli intellettuali del Nord e l'italianità Qui sono passati Grieg, Strindberg, Bjórnson fra avventure amorose e dibattiti politici. Oggi è un attivo centro culturale Il circolo scandinavo è arrivato a Roma prima che arrivasse l'Italia. La sua nascita risale al 1860, centocinquantuno anni fa. All'epoca Roma era poco più che un paese: una riserva naturale di antichità, certo, un luogo affollato di memorie e di reliquie, ma tagliato fuori da tutti i fenomeni culturali che percorrevano l'Europa a metà dell'Ottocento. In questa città sospesa nel tempo nasceva un centro di produzione culturale all'avanguardia, capace di attrarre alcuni degli artisti più moderni del momento. Al Circolo scandinavo passarono negli anni, fra gli altri, il compositore norvegese Edvard Grieg, lo scrittore premio Nobel Bjeirnstjerne Bjornson, il drammaturgo Erik Ibsen, lo svedese August Strindberg, il musicista danese Carl Nielsen. Il Circolo era finanziato dai governi di Norvegia, Svezia e Danimarca, e ricevette in eredità da ciascuno dei tre Paesi il patrimonio delle rispettive biblioteche romane (quella danese era stata fondata nel 1833 da un gruppo di artisti fra i quali il grande scrittore di favole Hans Christian Andersen). Vita di Circolo. In un secolo e mezzo i saloni del Circolo scandinavo hanno ospitato dibattiti letterari, serate di musica e poesia, mostre di artisti, feste mondane. Uno degli animatori più attivi della vita di circolo fu sicuramente il norvegese Bjornson, autore che oggi (nonostante il Nobel) nessuno ricorda più ma che allora era una vera star letteraria internazionale. Tutti i sabato sera, durante i suoi lunghi soggiorni romani, dal suo posto a capotavola e declamava i suoi nuovi scritti circondato da belle signore. Al Circolo potevano nascere anche nuove avventure amorose Protagonista di chiacchierate vicende sentimentali era, per esempio, la scrittrice Marie von Schwartz, scrittrice anglo-tedesca, donna di grande fascino pur non essendo particolarmente bella. A lei veniva attribuito un gran numero di relazioni, pare che fosse stata addirittura l'amante di Garibaldi, non a caso fu autrice di una biografia del generale, ricca di dettagli personali, titolo: Le memorie autobiografiche di Garibaldi Amori e malumori. Tante storie d'amore, ma anche tante discussioni, liti, rivendicazioni. Spesso le divergenze personali viaggiavano in parallelo con le divisioni nazionali: il Circolo diventava quasi una sede distaccata del dibattito politico scandinavo. Al centro delle contese si trovava spesso il solito Bjòrnson, animatore della sinistra norvegese e convinto oppositore della monarchia. In qualche caso il Circolo riuscì persino precedere gli eventi della madrepatria: per esempio nel 1882, mentre in Norvegia ci si spaccava sulla "questione femminile", il Circolo decise di ammettere per la prima volta nel suo organismo direttivo una donna, la signorina Rubbing. Decisivi furono gli sforzi di Henrik Ibsen, grande sostenitore della parità fra i sessi. Ma nella casa romana degli scandinavi si litigava anche per questioni ben più futili, come testimonia il "Registro Reclami" tutt'ora conservato negli archivi, dove si possono trovare fra l'altro le lettere con cui Bjornson protesta per i ritardi del servizio postale o quelle in cui Ibsen si lamenta perché si risparmia sul riscaldamento. La biblioteca. Oggi fra i compiti del Circolo c'è la conservazione della preziosa biblioteca: circa 7 mila libri, fra cui 5 mila volumi dell'Ottocento, molti con la dedica degli scrittori. Ricca anche la collezione di manoscritti e di lettere. Il Circolo oggi Dal 1861 in poi, il "Circolo scandinavo per artisti e scienziati" (questo il nome completo dell'istituzione) ha dovuto più volte cambiare casa. Di volta in volta si è trasferito in una palazzina di via Garibaldi a Trastevere, poi in un immobile di via Condotti di fronte al Caffè Greco. Dal 2006 ha trovato ospitalità di nuovo a Trastevere, a via della Lungara, in un appartamento di 350 metri quadrati all'interno del complesso di Villa Farnesina. A dirigere il Circolo sono chiamati intellettuali nordici di prestigio. Attualmente è in carica Mette Perregaard, una fotografa e artista visiva. Ai tre paesi originari, Norvegia, Svezia e Danimarca, si sono aggiunte Finlandia e Islanda, così che l'istituzione non può più essere definita semplicemente "scandinava" ma più precisamente "nordica". Artisti a Roma. Come per le altre accademie straniere a Roma, la funzione del Circolo è duplice. Da una parte promuovere in Italia la cultura dei paesi nordici, dall'altra consentire agli artisti scandinavi di trascorrere periodi di formazione nella capitale della classicità. Scrittori, musicisti, pittori e scultori, possono alloggiare per periodi di due mesi nei locali dell'istituto, ed eventualmente tenere mostre, concerti, letture. Con cadenza quasi mensile si organizzano gli Artist talks, serate in lingua inglese in cui gli artisti ospiti presentano le loro opere e i loro progetti. Nei prossimi mesi, per esempio, verranno a Roma nomi di prestigio del panorama culturale scandinavo, figure molto note in patria (meno da noi) come lo scritto- re norvegese Edvard Hoem o l'artista Are Blytt. Li potremo conoscere nelle stanze di via della Lungara, fra i mobili e i quadri che più di un secolo assistettero alle discussioni fra Ibsen e Bjornson, mentre Grieg suonava il pianoforte.