Targhe. Attacco a Holzmann del Pdl BOLZANO «Sulla storicizzazione dei tre ossari risalenti al fascismo non ci saranno cambiamenti di rotta». Il presidente della giunta provinciale Luis Durnwalder smentisce così le ipotesi avanzate «da alcuni partiti politici» di un accordo non ancora definitivo con il governo. Il riferimento del Landeshauptmann ovviamente è a Giorgio Holzmann e alla sua iniziativa romana, nella quale, stando a quanto ha riferito lo stesso deputato, avrebbe convinto il ministro della difesa La Russa a non dare il via libera a quella parte dell'accordo siglato con Bondi che riguarda i monumenti di sua competenza, vale a dire la Vittoria e gli ossari. «Sono sinceramente stupito ha spiegato Durnwalder che alcuni politici possano mettere in dubbio i contenuti di una lettera ufficiale inviata al presidente della giunta provinciale da un membro del governo italiano. La comunicazione del Ministro Bondi, che ha la competenza in materia, è stata redatta su carta intestata del governo, ha tutti i crismi dell'ufficialità, e ci autorizza a proseguire nel cammino intrapreso. Sarebbe come se qualcuno mettesse in dubbio gli impegni presi da un singolo assessore. Se potesse essere così, allora povera giunta». In concreto, dunque, si tratterà di installare, d'intesa con il commissariato del Governo, le tabelle esplicative nei pressi dei tre ossari ottenuto dal ministro presenti sul territorio altoatesino. «Il testo è serio - ha sottolineato Luis Durnwalder - non è stato preparato da politici, ma dagli storici dell'Archivio provinciale. Riteniamo che si tratti di un buon compromesso per salvaguardare da un lato la memoria e il rispetto per i caduti di tutte le nazionalità, e dall'altro la necessità di inquadrare dal punto di vista storico questi monumenti eretti in epoca fascista». Nella seduta di giunta di lunedì scorso, infatti, era stato approvato il testo in cinque lingue per le tabelle esplicative che dovranno essere posizionate nei pressi degli ossari realizzati tra il 1937 e il 1939 a Burgusio, Colle Isarco e San Candido, con i resti di soldati appartenenti a diversi eserciti e a diverse nazioni. Questo passaggio era stato reso possibile dopo che il ministro dei beni culturali Sandro Bondi aveva dato il proprio via libera al depotenziamento dei monumenti di epoca fascista in Provincia di Bolzano.