Sodano presidente depotenziato? Ecco gli scenari nel cda delegato La sceneggiatura che si prospetta per il Centro Te potrebbe avere esiti simili alle peripezie battagliere con effetti speciali del Signore degli Anelli. Romanzone di Tolkien e poi filmone in più puntate principe della fiction: cosmogonia di personaggi mitici e assolutamente diversi raccolti in un'impresa nel paese degli hobbit. Guardiamo dentro alle nomine comunali annunciate dal sindaco. Potrebbe toccare a Vittorio Sgarbi decidere, oppure a Toto Bergamo Rossi scegliere, ad Angelo Lorenzo Crespi pilotare, ad Alain Elkann guidare. Per capirci il comando potrebbe essere delegato all'inquieto critico polemista; al restauratore veneziano amico di Sgarbi che dice di non appartenere al sistema Bondi; al direttore del "Domenicale" dell'area Dell'Utri; al padre del presidente della Fiat, consigliere di Bondi, collaboratore di Sgarbi che non andrebbe più d'accordo con Bondi. Con Bondi amico del sindaco Sodano, in finale, che dice di non voler più fare il ministro dei beni culturali... Di conseguenza la presidenza del maggiore e più rappresentativo istituto culturale detta città avrebbe un semplice ruolo di tagliatrice di nastri inaugurali. Secondo le richieste dei leghisti e dei benediniani (e forse di qualche pidiellino) le deleghe operative verrebbero polverizzate, porzionate, devolute a diarchie, a triadi, a tetrarchi. La Compagnia dell'Anello. Effetto in 3D che, probabilmente, si adatterebbe comunque bene all'idea gestionale di Sodano il quale non ha fatto mistero di volere controllare-custodire il Centro come assessore alla cultura, non guidarlo. L'altra opzione che balena all'orizzonte è quella della nomina di un amministratore delegato. Figura mai esistita nell'assetto del Centro Te se non informalmente assimilata dal presidente (Voceri). Figura novella, in prospettiva, e a pagamento, di spessore tecnico-economico che risulterebbe un guaio per le casse rinsecchite del Comune e un ingombro per la macchina prevedibilmente ipertrofica del Centro Te. Mancano gli altri anelli tolkieniani con i quali la compagine nominata dal Comune dovrà fare i conti. Oltre a Sodano, Sgarbi, Araldi (notaio in Mantova), Bergamo Rossi, Crespi (Elkann sarà uditore, non è nel cda, perché presidente del comitato scientifico) gli altri soci devono presto decidere chi saranno i loro rappresentanti. La parola ora spetta a gli altri promotori pubblici del Centro Te, vale a dire la Provincia e la banca Monte dei Paschi di Siena e a gli altri promotori privati, cioè la raffineria Ies con la quale il Comune ha un confronto in atto sulle questioni ambientali, Skira, Verona 83, Tea e Fashion District. Bisogna infine tenere in conto anche i sostenitori privati Prima Service e Alvise di Canossa. La marcia degli organigrammi e il dipanarsi dei nodi politici è in corso. Il Centro Te è inattivo con un 2013 imminente dedicato a una mostra imponente su Giulio Romano. La nuova gestione quando diventerà operativa sarà immediatamente chiamata a confrontarsi con la tanta storia internazionale del Centro Te e lo svilimento patito negli ultimi mesi, di inoperatività, penombra, zero progetti, marginalizzazione. Alle sofferenze del Centro Te - non è un caso - è parallela sensazione di una depressione culturale, di un'attesa lunga della città.