Si allungano fino al 2012 i tempi del recupero grazie a una scoperta: lintonaco della sala contiene oro e inserti organici Protesta lo sponsor "Friends of Florence": "Lo Stato ci fa pagare lIva" Lallestimento sarà cambiato, arrivano nuovi dipinti e il pubblico si potrà solo affacciare UN pensiero che diventa materia: il fuoco evocato dalla seta cremisi sulle pareti, lacqua rappresentata dalla madreperla nella cupola con seimila conchiglie di Pinctada margaritifera provenienti dalloceano Indo-Pacifico, le tarsie dei marmi del pavimento per la terra, infine laria raffigurata nella rosa dei venti sulla lanterna. Lo scrigno ottagonale della Tribuna degli Uffizi, il sancta sanctorum della galleria ispirato ai quattro elementi delluniverso, sta recuperando lucentezza e brillantezza grazie al restauro in corso dallautunno 2009. E unemozione irripetibile poter salire sui ponteggi e ammirare da vicino la meraviglia architettonica ideata da Bernardo Buontalenti su committenza di Francesco I nel 1584. Significa osservare a pochi centimetri di distanza la cupola, il lucore rosso vermiglio - riemerso sotto a strati di nerofumo grigio giallognolo - della lacca di cocciniglia, ottenuta da milioni di piccoli insetti schiacciati ed essiccati per produrre quel rosso vivo. Scoprire che sotto al quel rosso sono stati stesi 130 metri quadrati di lamina di foglia doro, a sua volta applicata su un fondo di stagno. Immergersi nella lucentezza della madreperla (composta da aragonite e calcite) di valve incastonate in quellintonaco, e ora pulite una per una con resine a scambio ionico, con fibre e infine lucidate con un panno. Un incontro ravvicinato con un universo di dettagli quasi invisibile dal basso, come pure gli affreschi a secco di figure di telamoni e cariatidi lumeggiati a oro intorno agli imbotti scuri delle finestre, un tempo chiuse da cristallo di rocca al posto dei vetri attuali. La restauratrice Laura Lucioli mostra lo stato dei lavori, le altre zone del tamburo con volute di conchiglie tagliate e lazzurrite intorno: «Sono stati impiegati materiali organici di importazione, fatti arrivare e recuperati dagli speziali del tempo». Lintervento doveva concludersi a giugno, ma la scoperta di quel rosso cocciniglia e la necessità del recupero filologico delle cromie originali ha allungato i tempi. «Così speriamo di finirlo per i primi mesi del 2012» ha spiegato Antonio Natali, precisando anche che la sala sarà riallestita e chiusa al pubblico, per evitare il calpestio delle geometrie di marmi del pavimento. E mentre le pareti saranno ricoperte con nuovo velluto di seta cremisi, realizzato appositamente con tecniche artigianali dallAntico Setificio Fiorentino, torneranno al loro posto le sculture antiche come la Venere dei Medici (I sec. a.C.), lArrotino e lApollino, ma non i dipinti di Bronzino, Rosso Fiorentino, Pontormo e Andrea del Sarto che saranno sistemati in sale dedicate ai Nuovi Uffizi, mentre «al loro posto torneranno opere già lì esposte nella sistemazione settecentesca - puntualizza il direttore Natali - Tra cui i quadri dei veneti, un Puligo, le opere dei tizianeschi. Una trentina di dipinti e quattro arazzi a parete. Il pubblico avrà tre affacci per poterla ammirare, dalla porta sul corridoio e da quelle sulle salette contigue». La Wunderkammer degli Uffizi, quello che la soprintendente Cristina Acidini chiama "il cuore rosso della Galleria", ha cambiato più volte allestimento: «Muta il gusto e lideologia, ma il rispetto per linsieme, lattenzione al recupero filologico sono alla base - prosegue Natali - Daltra parte in passato la Tribuna ha ospitato il Tondo Doni di Michelangelo la Venere di Tiziano, la Madonna del Cardellino». Quindi si musealizza lo spazio buontalentiano, che così diventa un capolavoro a sé stante, che al suo interno ospiterà opere che pur evocando la magnificenza e lo splendore mediceo, tuttavia non richiedono una lettura ravvicinata. Un recupero reso possibile dal contributo dei mecenati americani, grazie la found rasing dellassociazione "Friends of Florence" che finanzia il restauro con un milione di dollari, come ha puntualizzato al presidente Simonetta Brandolini dAdda: «Il costo del progetto, fino ad oggi il più oneroso fra tutti quelli realizzati dalla nostra fondazione, è di quasi 700 mila euro, oltre al costo dei dvd che documentano tutte le fasi del restauro» Mecenatismo provvidenziale in tempi di feroci tagli ai bilanci, eppure penalizzato. «Purtroppo il nostro mecenatismo in questi ultimi tempi non è sempre apprezzato dallo Stato italiano. Fino al 2004, ci davano un rimborso del 20 su tutto quello che avevamo pagato per lIva. Quei fondi ci mancano. E ora chiediamo di poterli riottenere, visto che tutto quello che facciamo è per lo Stato italiano» sottolinea Brandolini DAdda, elencando i numerosi restauri finanziati, ben undici, dalla Porta del Paradiso, allaffresco di Andrea del Sarto e la Cappella del Giambologna in Santissima Annunziata, fino al David e ai Prigioni alla Galleria dellAccademia e altri ancora da avviare.