Oggi le notizie sono solamente buone e sono sereno perché consegneremo al prossimo sindaco un museo solido, efficiente, e possiamo guardare al futuro con fiducia. Nel 2010, lanno per noi più difficile, abbiamo chiuso con un avanzo di 30mila euro». Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente dellIstituzione Gam tira un sospiro di sollievo dopo lallarme chiusura lanciato lo scorso settembre. La legge 122, che limitava fortemente la possibilità di usufruire dei contributi di enti esterni (Fondazioni, Regione), è stata annullata da una sentenza della Corte dei Conti del 7 febbraio, secondo la quale è un danno per le pubbliche amministrazioni non poter impiegare fondi derivanti da soggetti diversi dallente affidatario. «Alcuni senatori emiliani, come Vitali e Palmizio, avevano presentato una proposta di modifica da inserire nel decreto Milleproroghe - prosegue Sassoli -: non è passata ma ha suscitato comunque un dibattito a Roma ed ha portato poi alla sentenza». Con il sorriso sulle labbra il presidente illustra quindi i conti del Museo che nel 2010 ha ricevuto 506mila euro dal Comune (nel 2005 erano 1 milione e 200mila), 380mila dalla Fondazione Carisbo, 300mila dalla Fondazione del Monte, 250mila dalla Regione Emilia-Romagna a cui si aggiungono 50mila euro di gettoni presenze che i membri del Cda devolvono allIstituzione ed entrate proprie per 532mila euro. «Il Mambo è uno dei musei in Italia che costa meno nonostante lalto numero di visitatori, oltre 100mila lo scorso anno - ha sottolineato ancora Sassoli - . Abbiamo due punti di forza: la ricerca nel contemporaneo e la didattica. Ma questo è un museo sottodimensionato rispetto alle sue capacità. Potenzialità che si potrebbero esprimere se la città ci credesse». A rispondere subito sono i principali interlocutori, lassessore regionale alla cultura Massimo Mezzetti, che ha riconfermato la stessa cifra erogata nel 2010, e le fondazioni bancarie bolognesi, entrambe presenti ma con budget diversi: Marco Cammelli annuncia un taglio del 20 al contributo della sua Fondazione del Monte; Fabio Roversi Monaco deve districarsi con utili diminuiti dell80. Quanto allistituzione Gam, nel giorno in cui entrano in vigore le nuove tariffe dei musei civici, fa i conti del primo mese di ingresso a pagamento. «Con lorario di apertura ridotto pensiamo di risparmiare in un anno 230mila euro, mentre dai biglietti dovremmo avere entrate per 250mila euro allanno - ipotizza Gianfranco Maraniello, direttore del Mambo - . Ma non si può dire che questo sia un museo ricco, anzi è lunico in città a partire con un deficit per le mere spese di funzionamento, quelle a carico del Comune, che si aggirano attorno a 970mila euro». Rimane poi la note dolente di Villa delle Rose, destinata per vincolo testamentario ad ospitare mostre (quindi non la si può pensare fantasiosamente come scenario per matrimoni), ma ancor oggi chiusa. A breve, infine, si dovrà aprire il Giardino del Cavaticcio per il quale Maraniello auspica un progetto condiviso con lUniversità.