Ischia. Ruspe di nuovo in marcia sull'isola verde, dove il fronte del no alle demolizioni delle prime case di necessità annuncia a sua volta battaglia. Nel mirino della Procura a giorni finiranno l'ultimo piano di una struttura alberghiera di Casamicciola e una abitazione a Lacco Ameno. Ma non sono certamente queste le strutture che impensieriscono i comitati popolari, che temono invece «nuovi accanimenti» nei confronti di quella che qui viene definita «la povera gente che ha dovuto fare tanti sacrifici per costruirsi la casa dove vivere, rischiando nella totale assenza di piani regolatori e strumenti urbanistici mai varati dalla Regione», come ricorda ancora una volta uno dei leader del comitato di lotta, Gennaro Savio. Nella giornata di ieri sull'isola, in due distinti appuntamenti pubblici, è ricomparsa dunque tutta la delusione per il fallimento della battaglia parlamentare intrapresa nelle scorse settimane da alcuni esponenti di spicco del centrodestra campano. I relatori di parte «tecnica» hanno disdetto la loro partecipazione ai due convegni in programma, perchè «essendo stati accantonati definitivamente gli emendamenti al milleproroghe - spiegano l'amministrativista Bruno Molinaro e il notaio Antonio Arturo - è venuta meno anche la nostra ragione tecnica di spiegare quello che era l'impianto giuridico che avrebbe permesso di bloccare le ruspe». Gli ultras del movimento si sono riuniti però ugualmente per fare il punto della situazione e programmare le iniziative di piazza nel caso anche il governo non emani un suo provvedimento come chiesto - come ultima ratio - dal deputato Amedeo Laboccetta del Pdl. La classe politica finisce ancora una volta al centro di accuse al vetriolo e questo spiega anche il comportamento dei sindaci del Partito Democratico - Ferrandino, Regine e Buono - che sostengono il tentativo di Laboccetta in polemica con Bersani; Regine e Buono addirittura si sono già dimessi dal Pd e da tutti gli incarichi di partito. Nel frattempo il Comune di Ischia Porto diventa protagonista anche di altre querelle tecniche e giuridiche, con la Soprintendenza che nelle scorse settimane, avvalendosi di una norma contemplata nell'impianto legislativo del condono edilizio 2003, ha respinto anche undici pratiche di condono risalenti al primo condono, quello del 1985. Questo ha scatenato la reazione del comune isolano che hanno portato la questione in Consiglio di Stato. La tesi del Comune di Ischia è che non si può applicare una norma del condono 2003 a quelli precedenti, quando cioè in Campania non esisteva alcun tipo di regolamentazione urbanistica. E ancora. Il Comune alla fine degli anni '90 sottoscrisse un protocollo d'intesa con la stessa Soprintendenza, al fine di stabilire criteri comuni di valutazione più celere delle pratiche. Intesa che sarebbe stata dunque adesso stracciata dalla Soprintendenza. «Ecco perchè sosteniamo che occorre un provvedimento legislativo che in Campania arrivi a mettere a posto le cose. Per evitare continue sovrapposizioni istituzionali e interpretazioni arbitrarie», tuona Giosi Ferrandino che denuncia come il sistema delle garanzie di tutti e del loro corretto bilanciamento sia completamente saltato in questi ultimi anni.
CAMPANIA - Ischia. Ruspe di nuovo in marcia sull'isola
In Ischia, i comitati popolari continuano a lottare contro le ruspe che demoliscono case di necessità. La Procura ha in programma di fermare l'ultima struttura alberghiera di Casamicciola e un'abitazione a Lacco Ameno. I comitati temono nuovi attacchi contro la gente che ha costruito la casa senza piani regolatori. I leader del comitato di lotta, Gennaro Savio, denunciano il fallimento della battaglia parlamentare e la mancanza di piani regolatori. I sindaci del Partito Democratico sostengono il tentativo di fermare le ruspe, ma Regine e Buono si sono già dimessi dal Pd.
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